Cantò ancora, molto, molto. La sua voce non era bella; la sua scuola poverissima. Il canto straziava le orecchie dei cortigiani, che se ne mostravano però deliziati e lo proclamavano dio e Apollo novello.

Alle sue insistenze il vecchio rispondeva in nome di tutti:

—Mai!

Montò su tutte le furie. Volle vedere sangue. Comandò torture; torturò di sua mano. Voleva, doveva piegare quei ribelli. Gli avrebbe fatto più piacere l'adorazione di uno di loro che di mille senatori curvi ai suoi piedi.

Invano.

Allora li condannò ad ardere quella sera, fiaccole viventi…..

Nessun rimprovero, nessuna protesta uscì da quelle labbra. I martiri chinarono il capo.

—Così sia!

La loro rassegnazione gli sembrò stupida e ne aumentò lo sdegno; tanta forza d'animo nel resistere ai suoi comandi, tanta stupida remissività davanti alla condanna.

O questi cristiani!