Canta l'arrivo delle navi cariche di pane.
Il suo canto è onnipotente! Ecco navi spuntare sul lontano orizzonte; sono desse, sono desse. Il suo canto, il suo divin canto le ha attirate.
Fa annunziare all'esercito, al popolo, che le navi stanno per entrare nel porto; che si farà una grande distribuzione di frumento; ve ne sarà per tutti.
Le navi entrano, ma sono cariche di sabbia d'Egitto, da cospargere il teatro, dove gladiatori e lottatori hanno da presentarsi alla folla.
IV.
Egli infuria nelle sale del suo palazzo. Nessuno osa avvicinarlo, tanto è adirato.
La folla infuria essa pure. La delusione è stata troppo grande. Inveiscono contro di lui, e le loro imprecazioni arrivano al suo orecchio e lo fanno fremere: Matricida! Matricida!
Già. Egli ha fatto uccidere sua madre; ma questo era un suo diritto. Chi può proibire ad Apollo, al padrone del mondo, di fare quanto più gli piace e di ammazzare chi vuole?
Hanno atterrato le sue statue nelle piazze e sul foro e negano soccorso alle sue truppe.
—I miei pretoriani!