—Maledetti!—dissero i due lavoratori del suolo,—Che venite a cercare nelle nostre terre? Lasciateci in pace! Abbiamo diritto alla patria, alla famiglia, al lavoro!

Un pugno di questi barbari aveva assalito la sua casa; egli si era messo alla difesa, ma era stato atterrato. Lo avevano creduto morto ma non lo era; e quando rinvenne vide la casa in fiamme; in fiamme le biade e le messi biondeggianti, mature; vide il cadavere di sua moglie; vide i morti pastori; uno, ferito, gli disse, che i suoi figli erano stati, parte uccisi e parte fatti schiavi; vide il lontano villaggio: ardeva; ardeva la casa del Signore. Una paura pazza lo incolse; un infinito timore; e si allontanò a gran corsa, fuggendo, spaventato, dal teatro di quelle sventure, dalla sua casa in fiamme, dal cadavere della moglie che aveva sepolto in fretta e furia, per salvare la vita e poi…. e poi…. Già. Voleva ricercare i propri figli, senza avere però speranza di ritrovarli, di riscattarli.

—Resta presso di me, lo invitò l'ospite.

—No, no! Fuggi tu pure! Vieni con me! Prendi teco i tuoi cari. Fuggiamo! Essi mi sono alle calcagna! Vieni; andiamo! La salvezza è nella fuga! Vieni! Mettiamo in salvo la vita! Non sai quanto sono brutti, orridi, crudeli! Vieni, andiamo!—insistè il fuggiasco, in preda ad un orgasmo indicibile.

L'altro cercò di calmarlo ma non riuscì. L'impressione, lasciata da quegli orribili eventi sull'animo del lavoratore assiduo dei campi era stata troppo atroce. Non potè, non volle rimanere. Essa dava ali ai suoi piedi; lo aveva reso irrequieto; non gli dava pace; novello Asvero, l'impressione prodotta dalla casa in fiamme e dalla moglie uccisa; il grande eccidio di quanto gli era più caro al mondo, lo spronavano a correre, a fuggire; non gli dava pace; lo rendeva errante, ramingo, senza patria.

E l'altro rimase solo, sulla soglia della sua casa, pensando.

II.

Rimane a lungo solo, sul limitare della casa e contempla i campi pingui, i lunghi filari di alberi fruttiferi, le viti, maritate ai gelsi, i pioppi altissimi; osserva le messi bionde e mature al taglio; osserva quella terra buona, umile, ubbidiente; la sua madre e la sua nutrice, la quale, lavorata con amore, offre centuplice frutto.

È quella la terra dei suoi avi; là lavorò il nonno, là il padre, là egli apprese amore al lavoro, alla vita all'aperto, alla piena luce del sole; i fratelli si erano dipartiti; uno era partito al servizio delle armi, l'altro andato ad abitare in città, del terzo non si sapeva nulla: Uno strano fanciullo, così diverso dal babbo e dai fratelli; un fanciullo dagli occhi grandi, profondi come il mare, neri come la notte; un'anima serena, pia, chiusa, che porgeva ascolto alle voci misteriose dei venti, del lago, dei torrenti, dei fiori: i fiori gli sembravano piccoli campanelli, simili alle squille di argento che i fanciulli agitavano in chiesa per annunziare che il sacrifizio stava per incominciare; e quelle squille lo chiamavano lontano, lontano; in altre terre, in altre regioni. Egli aveva seguito il suono misterioso di quelle campane, la voce del vento, il rumoreggiar dei torrenti, che gli destavano una nostalgia grande di una patria lontana, della sua vera patria, che non era ancora la patria celeste; che si trovava sulla terra; dove, ei non lo sapeva; ma si doveva trovare, e dove avrebbe trovato l'avveramento dei suoi sogni, l'esaudimento dei suoi voti, e pace, grande pace, quella pace che desiderava, sospirava, anelava; senza della quale non poteva vivere, e che non trovava, non avrebbe mai trovato a casa, presso i fratelli; nemmeno presso Cecilia, la bella fanciulla bruna, robusta, dall'eterno sorriso sulle labbra di corallo, la quale lo seguiva continuamente; appariva sempre là dove egli si trovava, e gli offriva istintivamente le sue braccia, ben tornite come fusi e le sue labbra coralline al bacio. I suoi fratelli gli avevano detto: Ti ama. Non è povera. Ti porterà della terra, sufficiente per te, per lei, per i figli che avrete. Prendila in moglie. Vedi come langue di amore di te.

Ma egli le volse sdegnoso il capo e partì in cerca della patria lontana, del paese dei suoi sospiri. Il sorriso si spense allora sulle labbra di Cecilia; eppoi essa pure sparve. Nessuno seppe dove si fosse recata. Alcuni dicevano, che essa era corsa dietro il fanciullo, senza del quale non poteva vivere; altri, che era andata a seppellire la sua giovinezza presso le donne vestite di bianco, che Scolastica aveva incominciato ad unire nell'amore allo sposo Gesù e nell'esercizio della carità più fiorita.