Enrico pallido, affannato, usciva dalla stanza verso cui guardava la vecchia.

Buh, buh, buh, buh!.... non strider

Uccellaccio della notte

Senti?.... è il gemito del morto

Che risponde a quel tuo canto.

No, non strider — buh!... buh!... buh!...

Quando i morti sono morti

Va pur via, non tornar più.

Mandando dal petto la chioccia sua voce la vecchia Marta si era avviluppata nel bigio sciallo s’era ranicchiata nel suo seggiolone, lugubre profetessa di sventura, e pareva starsi là tremenda accusatrice d’un delitto che altero sfidava la legge, perchè la morte gli era eterno suggello.

— La pazza!... mormorò Enrico che gli passava vicino nel salir la scala che metteva all’interno del palazzo.