Ove era il vago angelo dal lieto sorriso che avria dovuto spandere a sè d’intorno tanta onda di poesia?... là dove tutto pareva disposto ad invitarne l’espansione?...
Angela, la bella regina di quel paradiso di fiori e di verzura, giace in un letto travagliata da un lento malore per cui l’arte medica ha esaurite le sue facoltà. Sotto gli occhi di una madre che l’ama a non dirsi, d’un padre, d’un fratello che la vegliano con tutta l’ansia d’un affetto profondo e tenero, essa deperisce ad ogni volger d’un giorno che ne avvicina l’estremo; ti pare osservandola nel progresso di quella terribile malattia per cui la scienza non ha nome, che ella si decomponga man mano, povero fiore a cui nè l’aria, nè la luce, nè l’amore possono alimentare la vita!...
Eppure.... quanto è bella!... Il suo occhio nero velato da folte ciglia d’ebano, erra a sè d’intorno ed esprime ai suoi cari tutto il tesoro della riconoscenza e dell’affetto chiuso in quel giovane cuore di diciassette anni!... Neri capelli ne contornano la fronte d’alabastro; intrecciati ed in vago disordine composti le scendono sul petto candido; colle sue belle manine bianche e fusellate, essa se li liscia sulla fronte, ne guarda con un sorriso di vergine le anella, e pare che nel suo pensiero segua un fatuo sogno... forse un’immagine di felicità a cui non consente la speranza il suo palpito vitale.
Povero angelo!... e sarà dunque destino che tu ti parta dalla terra senza aver gustate le gioje che ti prepara l’amore?... senza che il tuo cuore avido d’affetti attinga a quella fronte le serene dolcezze che fanno beata l’esistenza?... Povero fiore languito sul tuo stelo senza che alcuno ne abbia colto il profumo? la tua bocca esalerà essa l’estremo sospiro senza aver sentito sulle labbra il soffio ardente d’un bacio che risponda agli arcani battiti del tuo cuore di fanciulla?...
Il padre ed il fratello di Angela, mentre la sua buona madre la veglia, in un istante in cui il male le concesse la tregua d’un leggiero assopimento, si sono recati in giardino e s’intrattengono in un colloquio che pare sia giunto alla estrema deliberazione d’un progetto che sia stato già altre volte scopo ad un’analisi a cui non venisse data alcuna soluzione positiva.
— Non v’è altro mezzo onde cercare se è possibile lo scongiuro di questo pericolo, diceva Alberto, il fratello d’Angela, come se egli si opponesse alle dimostrazioni del padre... L’arte è impotente a trovare un rimedio al suo male, non resta che fare l’esperimento suggeritoci dal dottore... la stagione è opportuna onde cercare una villa sul Ceresio, forse che l’aria della Svizzera potrà infondere un po’ di vita nelle sue fibbre prostrate.
— Lo credi, Alberto?... domandò il vecchio con un sospiro.
— Lo spero almeno, rispose il giovane.
— Quand’è così non resta che fissare il come eseguire questo progetto.
— Partiremo insieme onde trovare un luogo adatto, padre mio... Angela ha ancora bastevol forza per sostenere un trasporto, più tardi forse non lo potrebbe. La mamma resta presso lei nei brevi giorni della nostra assenza.