Perchè si agita così il tuo seno di neve?.. perchè balbetta inarticolati accenti il tuo labbro?.. forse un nome... il suo!... prima ancora che tu lo sapessi, chi sa quante volte hai sognato una larva vanescente... ma che importa?.. la tua anima la vestiva d’un’immagine... nel silenzio delle tue notti di vergine, tu ascoltavi un’arcana melodia a cui univi il tuo sospiro, il tuo voto, puro come la prima preghiera che insegnava tua madre al tuo labbro di fanciulla, al tuo cuore di donna... santo come tutto ciò che è giovinezza, perchè giovinezza è fede... Giovinezza è amore... ed al senso arcano che molcea le tue fibbre di diciassette anni rispondevi con un suono indefinito... ti sovvenivi della prima parola con cui chiamandoti ti baciava tua madre e l’hai mormorata stemperando la tua anima in un sospiro. — Mio Angelo...

La marchesa aveva compreso quel suo cuore di fanciulla, ne aveva seguito fin dalla culla il rapido sviluppo. L’avea veduta crescere sotto i suoi baci, interrogando ogni palpito del suo petto... in lei non potea esservi atto nel quale non leggesse l’impronta del pensiero come il senso del cuore... Eppure le pareva strana quell’impossibilità di interrogare un sentimento che ella non arrivava a comprendere, forse perchè era un mistero anche per l’animo istesso della giovinetta... Una di quelle sensazioni che sono in noi, che ci dominano, che vivono d’una vita loro propria, che interrogate svaniscono, che assopite ritornano, che ci assediano, ci tormentano, e contro cui la ragione trova l’inutilità de’ suoi sforzi, per l’impotenza appunto di questi!..

Perchè mai sentiva Angela un senso d’avversione dirò così, per un uomo che l’aveva sottratta alla morte?.. per un uomo al quale il marchese avrebbe data la vita?... che sua madre avrebbe baciato qual figlio?... L’irriconoscenza non è per sè stessa una colpa?... e come poteva quel bel cuore d’angelo schiuso ai più puri affetti, alle più nobili aspirazioni, nutrire un senso che fosse una violazione di queste sante leggi della natura?... No, si dicea essa, in queste leggi istesse che agli animi incorrotti tracciano la via delle loro azioni, deve essere la causa di questa sensazione, che un’altra sensazione attutisce nel suo sviluppo... Il pensiero non le rendeva conto di ciò, ma vagamente la madre si faceva sue le indefinite sensazioni che s’agitavano nel cuore d’Angela...

Ella osservò che Angela avea impallidito ricevendo dallo straniero quel fiore che ei le porgeva in segno d’addio come in lei volesse lasciare una memoria. Avea notato lo sguardo furtivo, inquieto che la giovinetta avea lanciato verso Adolfo, e come questi impiegasse tutta la vigoria della sua volontà per imporre una calma artificiale alla segreta tortura del suo animo. Angela si era appoggiata a lei come ricorrendo ad un conforto allorchè lo straniero le avea fatto presentire la possibilità del suo ritorno; Angela temeva quello straniero appunto perchè sentiva che egli voleva attaccarsi alla vita che aveagli resa in modo sì strano!... ma lo temeva essa nel dubbio che un giorno egli potesse reclamare un diritto?.. oppure questo timore istesso accusava in lei un affetto già formatosi nel cuore e che avea paura d’ogni ombra che potesse frenarne lo slancio?..

Nel pensiero della madre, sorse uno di quei lampi che sono la parola della rivelazione parlata al cuore colle mille voci dell’animo; ella sentì che Angela avea scelto tra l’uomo che l’avea resa alle braccia del padre, e l’uomo che l’avea resa all’amore dei suoi cari... Quel sentimento di freddezza verso lo straniero che l’avea salvata dalla morte, proveniva dall’aver lo slancio del suo cuore assorbite tutte le facoltà sensuali della sua anima vergine d’affetti, che s’era abbandonata tutta intera alla sua prima e pura rivelazione!..

Angela amava!.. amava un cuore devoto che l’avea conquistata con un eroismo; più che con un eroismo!... con un atto di disinteresse tutto umano!.. affrontando un pericolo per salvare una vittima che era uno straniero per lui, e che era suo padre!.. V’era la fatalità!.. questa figlia della poesia delle menti giovani e vergini in quell’avvenimento che avea segnato una meta sul sentiero della sua esistenza!..

Angela amava!.. era un affetto a cui sorrideva come una benedizione il pensiero di sua madre!.. Ella accarezzò più dolcemente la sua vaga bambina dalle belle chiome di corvo, dal bel guardo celeste e soave; essa strinse con più affetto la mano di Adolfo!.. Essa lo chiamò figlio collo slancio più tenero del suo cuore!... ed Angela le si gettò confidente tra le braccia, mormorando col cuore ebbro d’affetto!.. Oh come l’amo, madre mia!...

FINE DEL PRIMO VOLUME.

[ INDICE]

VOLUME PRIMO
CAPITOLO
I. Che può servire d’introduzione [Pag. 5]
II. Una notte infernale [19]
III. La taverna del Gallo Nero [27]
IV. La ballata dei morti [39]
V. Il Testamento [43]
VI. Il fratricidio [47]
VII. In cui si parla di ciò che si dice [51]
VIII. Giulietta [55]
IX. Il vendicatore [65]
X. Schiarimenti [75]
XI. La trama [81]
XII. La capanna del carbonaro [89]
XIII. L’agguato [95]
XIV. Dieci anni dopo [109]
XV. Adolfo [115]
XVI. In cui il Romanzo s’imbroglia maledettamente [125]
XVII. Ancora il Palazzo del Diavolo [151]
XVIII. Ambrogio lo stregone [157]
XIX. Presentimenti [169]