Adolfo... strinse involontariamente la canna del suo moschetto e retrocedè d’un passo... Ambrogio sorrise.
— Giovane, disse egli... se volli dirti ciò si fu perchè la vita ha le sue realtà, come la coscienza i suoi rimorsi... un legame di sangue ha unito il segreto che tu chiedi alla mia vita... quale esso sia lo saprai... ma or non di me... ma di tuo padre io voglio parlarti. Di tuo padre che io ho veduto spirante sotto alla mia capanna di carbonaro, e di cui ho numerato il palpito che ne accelerava la morte che mi risparmiava un delitto... perchè io l’avrei ucciso ove egli non fosse morto!...
— Tu!... gridò Adolfo... che aveva mosso un passo verso Ambrogio, pallido di terrore, ed in atto di suprema minaccia!... Le sue mani rattratte nella convulsione di quell’impeto avevan sollevato l’arma su cui si poggiava fremendo, e che a guisa d’una mazza stava per piombare sul capo del carbonaro... Un lampo balenò al suo pensiero nell’atto che il colpo fatale stava per scendere inesorabile e tremendo — La sua mano s’arrestò, l’arma ricadde senza ferire... strinse il braccio del carbonaro e gli mormorò all’orecchio con voce che nulla aveva d’umano — L’uomo!... l’uomo che ti pagava questo assassinio!... vuoi tu palesarmelo, miserabile?...
— Era quanto voleva dirvi... gli rispose Ambrogio il cui volto rimase calmo... soltanto la sua fronte erasi fatta d’un livido pallore... egli aveva aspettata la morte...
Si fe’ silenzio... un silenzio di pochi attimi che parve una eternità ad entrambi... tutto ad un tratto Adolfo levò il capo... Ambrogio pure fe’ un atto... entrambi si scordarono colpiti da un’uguale sensazione. Parve loro d’aver inteso un rumore di voci... poi come uno stormir di fronde... ascoltarono più nulla s’intese... un lampo serpeggiò in fondo alla vallata... guardarono, non vider nulla... tutto d’intorno a loro era tenebre e silenzio.
— A costo della mia vita vi ho qui chiamato per questa rivelazione che mi pesa sul cuore come un rimorso, riprese Ambrogio... sì... io fui lo strumento di cui una mano infame si servì a compiere un delitto che dava sfogo ad una vendetta... Voi dite d’averlo veduto al letto di morte di vostra madre!... quest’uomo che si è messo tra voi e la vostra famiglia come un aspide!... che ha mercanteggiato l’assassinio d’un uomo!... che ha fatto morire di dolore una donna!... ebbene... sapete voi perchè... quand’anche aveste dovuto uccidermi, io sono venuto qui... solo... per svelarvi questo segreto della mia vita?... perchè io sento in me che l’esistenza di quell’uomo è una minaccia permanente, eterna che sovrasta a voi... perchè il rettile che s’avviticchia alla preda non la lascia fin che non ne resti ombra... e finchè voi vivete!... egli sarà presso di voi!... v’era una donna che egli avrebbe uccisa perchè non fosse d’altri che sua... ed egli non può non far erede del suo odio insoddisfatto il figlio di questa donna!... voi non lo avete incontrato mai?... dite voi?... ebbene!... è una menzogna la voce che avrebbe dovuto dirvi egli è là!... perchè egli deve essersi cacciato sul vostro cammino come l’edera che s’avviticchia all’olmo!... come la serpe che striscia tra gli sterpi!... egli si deve essere cacciato tra voi e la felicità ogni qual volta voi siete stato per toccarla...
— Il suo nome... il suo nome!... mormorava Adolfo!... nella cui mente pareva s’andasse formando un pensiero animato dall’esaltazione del carbonaro sul cui labbro quelle parole pareano assumere la forma d’un’arcana divinazione!...
— Il nome!... ripetè egli, domandatelo alle donne ch’egli ha svergognate, alle famiglie in cui si è intruso, operatore di malefici... sgherro tra gli sgherri del duca era chiamato il mago del castello!... e poi che fu scomparso dalla scena delle sue turpitudini, venduto com’era a chi meglio patteggiava la sua coscienza, ricomparve l’erede d’una casa maledetta!... Erede d’un tesoro che ha dilapidato là... dove voi eravate... ricco in mezzo a quel serraglio di ganze che è la corte dei Gonzaga!... e si chiamava...
— Lui!... gridò Adolfo colpito come da subita rivelazione... livido il volto di terrore, lui!...
Due spari rintronarono per l’aere... due lampi che quasi si fusero in un solo come prodotti da un solo scatto, rischiararon le tenebre... due grida di dolore uscirono da due petti... due uomini caddero... due uomini si slanciaron fuori da un cespuglio e corser verso i caduti. Dal destro lato della via s’intese il galoppo d’un cavallo... i due banditi ristettero... la forma erculea d’un uomo si vide sorgere di sopra alla siepe... Il galoppo avanzava, dalla bocca dell’uomo uscì una bestemmia e scomparve correndo giù verso la vallata seguito dal compagno.