Il lettore si ricorderà di quel roco grido della vecchia Marta che cacciava Enrico fremente di terrore su per i deserti scaloni a racchiudersi nel suo appartamento solo coi fantasmi del suo agitato pensiero che non gli avran certo consentito una delle più calme sue notti.
Marta strettasi fra le braccia la semiviva fanciulla, corse a quella volta e vi si racchiuse... Aveva appena fatto ciò, che la voce agitata di Enrico faceva echeggiare le vaste solitudini del palazzo colle sue grida che chiamavano la vecchia e la fanciulla. A lui non rispondeva che il fischio del vento, lo squittir dai comignoli dei gufi che salutavano la bufera, e l’eco che ritornava a lui le vane sue grida come uno scherno che gli strappava dall’animo un fremito impotente d’ira e di minaccia!..
CAPITOLO XLI. Rivelazioni!...
L’istessa notte in cui stanno per compiersi questi avvenimenti che rapidamente volgono al loro termine, uno dei famigli d’Enrico bussava alla porta del suo appartamento.
Il signore della Casa della Valle tutto chiuso in sè colle sinistre memorie del suo passato avea fatto serrare la porta della sala dei banchetti; non più i canti d’allegre brigate erano echeggiati sotto le vôlte del vasto salone!... Intorno ai capolavori d’arte che ne adornavano le pareti, il ragno intesseva le sue fila, il pipistrello aveva ampio campo a svolazzarvi intorno, e poteva appendersi colle anche alate a qualche barba di santo od al naso di qualche amorino!...
Le sale del piano signorile eran chiuse e deserte, ei vi si aggirava talvolta, tetro e cupo... cercando a sè d’intorno qualche cosa d’animato e non trovandovi che le sue memorie... triste compagnia contro cui non valeva a lottare tutta la forza della sua anima che andava prostrandosi sotto il peso di quella maledizione che sentiva gravare su lui compiendo insensibilmente l’opera del suo annientamento.
Ai colpi battuti sulla porta della sala dove egli si trovava, Enrico si scosse. — Sono il vostro umile servitore che chiede dirvi una parola, disse una voce che ei riconobbe per quella di Ambrogio il gigante che più d’una volta abbiamo veduto immischiarsi ne’ suoi affari.
Enrico aprì bruscamente, e poi che vide sulla soglia quella sinistra figura di bandito, che girava tra le dita la sua berretta di felpa, gli fe’ segno che si spicciasse a fargli il messaggio per cui dovea esser venuto.
— Reverendo messere... borbottò il bandito, sono venuto a darvi una buona nuova.
— Una buona nuova?... esclamò Enrico fissandolo tra minaccioso ed accigliato... Di che vuoi tu parlarmi marrano?...