Davasi una cena; una gaja brigata d’amici erasi raccolta innanzi ad un buon fuoco, da cui era riscaldata un’allegra sala da pranzo!...
— Ebbene?... cosa c’è di nuovo a questo vecchio mondo? diceva un giovine attillato arricciandosi sulla fronte una ciocca di capelli che gli davano un’aria più che poetica.
— Bah!... sempre la stessa storia, rispondevagli dalla sua seggiola a bracciuoli un uomo che poteva prendersi a prima vista per quello che voleva mostrar d’essere, mentre vuotava un colmo bicchiere di nebiolo; la storia del lupo e della volpe!... ingannati e ingannatori!...
— E ingannatrici... soggiungeva un altro.
— Bravo! nessuna eccezione, ribattè Arturo.
— Libertà ed eguaglianza... confermò l’uomo che poteva parer giovane.
— E tu Carlo?... non fai eco?... cos’hai?... I diavoli neri ti frullano in capo?
— Credo che sia un demonietto roseo, saltò su a dire ridendo Arturo.
— Nulla, rispose Carlo: cosa volete che abbia! sono annojato, ecco tutto.
— Bevi!... inauguro un brindisi col rondò della Traviata!...