Rispose Bruto:—Ha' tu tanta mattezza, che credi per tuo dire i' lasci l'arme? Intendo di provar mia giovinezza contro chi 'l passo vorrà constrastarme!— Ed e' sí fo adirato e con fierezza disse:—Se tu se' stolto, come parme, da po' ch'io veggio che vò' pur morire, e tu morrai!—E corselo a fedire.
18
E di molt'arme gli tagliava adosso, ed in piú parte la carne gli afferra. E Bruto allor, sentendosi percosso, e 'l sangue suo cadere in su la terra, e la sua donna gli tornò nel cosso, ond'egli isprona il buon destrier di guerra, e ferí quel guardian sí aspramente, che per morto l'abatte di presente.
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E quel giogante gli chiese mercede, ed egli perdonò per cortesia, e 'l suo cavallo degli sproni fiede e per lo ponte subito si 'nvia. Quando il guardian da l'altra parte vide ch'al suo compagno pur morte giungía, di forte il ponte cominciò a corlare che spesso sotto l'acqua il facía andare.
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E Bruto, per bontá del buon cavallo, pur passò oltre per lo ponte ratto, e giunse a quel fellone quale strale, dove crollava il ponte al primo tratto, che su la testa ferí senza fallo e, per vendetta di quel ch'avea fatto, per forza il prese e nel fiume il gittòe, onde il guardian di subito affogòe.
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E, quando egli ebbe valicato il passo ed amendue le guardie abattute, ed e' si risposò, perch'era lasso delle percosse, c'have ricevute; e 'l meglio che poté, seggendo a basso, venne curando tutte suo' ferite. Po' valorosamente, come saggio, montò a cavallo ed uscí di suo viaggio.
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