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E l'altro dí in persona andò per lei: e settanta reine menò seco, e ringraziolla. Poi disse:—Io vorrei nel mio palagio alquanto esser con teco: non mel disdir, ch'io non mi partirei se 'n prima mossa non fussi con meco.— E la reina sospettò nel core; ma pur disse:—Io verrò per vostro amore.

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Poi ordinò che mille turchi armati la seguissen vestiti come donne; alli altri disse:—State apparecchiati a seguitarmi, se bisogno avronne;— e molto ammaestròe turchi velati, e poi con quella 'mperadrice andonne, e portò sotto una spada forbita, che a qualunque fería, toglie la vita.

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E, giungendo al palagio imperiale, lo 'mperador incontro se li fece, e per man prese la donna reale, che di color nel viso si disfece. La 'mperadrice, ch'era accorta al male, menolla dentro, dove piú le lece; e poi disse al figliol:—Fa' ciò che déi;— e volle serrar dentro lui e lei.

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E quelle donne turchie non lasciâro serrar la porta, ch'èrno ammaestrate: apresso loro stavano a riparo, e preso avean prima tutte l'entrate. I baron del signor allora andâro, e ispinsono le donne piú fiate, ma no' che le smagliassin d'in sull'uscio, ch'a petto loro non valeano un guscio.

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Disse lo imperador:—Tre donne quinci non potrete cacciar, tristi baroni! Non fia nessun di voi che incominci a dar lor delle pugna e de' bastoni?— Allor vi trasser gli scudieri e i princi, dando e togliendo su per li gropponi: correndo la reina a tale offesa, e quella 'mperadrice l'ebba presa.