24

Poi che due anni inseme fûro state, amandosi l'un l'altro d'amor fino, per lo gran caldo avvenne un dí di state, ch'ell'erano spogliate in un giardino. E donna Berta le trovò abbracciate, e riprendéle per aspro latino; ed elle disser:—Vanne, vecchiarella, ché non cape tra noi piú tua novella.—

25

E donna Berta allor, molto adirata, fra suo cor disse:—Io ne farò vendetta.— Subitamente a caval fu montata, ed a Roma n'andò con molta fretta, ed allo 'mperador fu appresentata, e tutta la novella gli ebbe detta, dicendo:—La tua figlia è ancor pulcella, e femina è lo sposo sí com'ella.—

26

Ed el rispose:—Io mi maraviglio ch'ella abbia avuta in sé tanta malizia!— Di ciò prese co' savi suoi consiglio, i quali, accesi tutti di nequizia, dissero ognuno:—Gli si dia di piglio, poi se ne faccia un'aspra giustizia.— Disse il signor:—Se questo fia palese, condanno al fuoco lui e 'l suo paese.—

27

Appresso scrisse, come savio e dotto, a la figliuola ed allo re d'Oriente, che, veduta la lettera, di botto il visitasser, ché sta gravemente. A la figliuola e al re non parve motto, e montâro a caval subitamente con molta gente, e tanto cavalcâro, ch'a la cittá di Roma si trovâro.

28

Lo 'mperadore fe' di lor venuta festa e gioia, mostrandosi guarito: poi domandò la figliuola saputa s'egli era maschio o femina il marito. Ed ella sí fu allor molt'aveduta, e disse:—Padre mio, egli è fornito di ciò che a vero sposo si richiede.— Ed el per tutto questo nolle crede.