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E lo re, desto, le baciò la bocca e fe' piú volte la danza amorosa, conciosiacosaché ognor che la tocca, esser si crede con la vera sposa. Poi che in prigion si vede nella ròcca, forte piangendo, non trova mai posa, né parole el confortan né vivande, e fuor della ròcca era il pianto grande.

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La ròcca era sí forte, che battaglia da niuna parte vi si potea dare. Signor, pensate se briga e travaglia quella donn'ebbe al marito ad acquistare. Intendo dirvi nell'altro cantare come vi pose l'oste di gran vaglia e come vendicò sí fatto scherzo. Antonio al vostro onor finito ha il terzo.

QUARTO CANTARE

1

Benché pe' templi i' t'abbia, Signor mio, tanto pregato, ch'io me ne vergogno, ancor ti prego, onnipotente Dio, che mi soccorra, ch'i' n'ho gran bisogno; si ch'io possa fornire el mio disio della presente storia, ove 'l cor pogno, e dammi grazia ch'io dica sí bene, che piaccia a chi per ascoltarmi vene.

2

Io vi contai, signori e buona gente, siccome nella ròcca della Spina menato preso fu 'l re d'Oriente da quella potentissima reina. Or vi dirò siccome fu valente la moglie, che di fuor campò tapina, ch'a la madre del re scrisse il tenore, e per gente mandò allo 'mperadore.

3