Sí come cavalieri iniquitoso ad Elena volea tagliare la testa: poi si pentí quel cavalier furioso, fela menar davanti in sua presenzia; fuor del palazzo, ch'è fresco e gioioso, la gittò tosto per una finestra entro 'n un fiume ch'è forte e corrente, credendo ch'annegasse veramente.

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Ma Gesú Cristo, Padre onnipotente, sí la sostenne e vòlsela aiutare, perch'elli sapea bene certamente ch'Elena non avea fatto quel male: dentro in Gironda, avanti a la sua gente, su nel palazzo la fece tornare. Scampata Elena or è di quel partito: messer Ruggieri giá sí se n'era ito.

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Elena, come savia e conoscente, un suo messaggio tosto mandò al padre, ch'eli s'armasse con tutta sua gente e cavalcasse in Francia le contrade, ched e' cavalchi molto prestamente entro in Parigi la nobil cittade, c'ha morto i suoi figliuol contra ragione, e di niente non sa la cagione.

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Elena tosto a caval fu montata e seco mena grande imbasciaria, da conti e da baroni accompagnata e molte donne per sua compagnia; e giá il padre co' la sua brigata giva in Francia con gran cavalleria. Ciascun cavalca sol co' la sua gente verso Parigi molto fortemente.

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Messer Ruggieri a corte è ritornato; non fa bisogno di farli richiesta: davanti a Carlo si fu inginocchiato, e a tutta quanta l'altra buona gesta. —Ecco, Signore, che son ritornato, e son ben degno di perder la testa!— Le donne, le donzelle e i cavalieri piangon la morte di messer Ruggieri.

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