Messer Guarnier parlò con fellonia: disse:—Madama, giá siete voltata, e sí m'avete ditto villania, ché di tal cosa n'eravate usata: quelle gioie mi deste in druderia, quando stavamo insieme a la celata: or vi ricordi del tempo passato, quando era insiem con voi abracciato.—

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Elena disse:—Falso traditore! come puoi dir cosí gran falimento? Che non m'aiuti Iddio, nostro Signore, sed io ti vidi mai per nessun tempo se non a questo punto, o traditore, che tu m'ha'aposto sí gran tradimento: però ti dico che non puo' campare, ch'io son pur ferma di teco giostrare.—

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E Carlo comandò come signore, e disse:—Guarnier, córriti ad armare, e piglia l'arme e 'l destrier corridore: va' in su la piazza sanza dimorare. E voi, madonna, per lo vostro onore pigliate scambio e fatelo giostrare.— Elena disse:—Io voglio esser campione, ch'io credo vincer, ch'i' ho la ragione.—

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Conti, baroni ed altri cavalieri, molti donzelli si corsero a armare: —Per vostro amore e di messer Ruggieri questa battaglia ci lassate fare!— Elena disse:—E' v'inganna il pensieri: colle mie man mi credo vendicare, ad onta di Ruggier, cor saracino, che mi ha morto Arnaldo e Girondino.—

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Elena prende l'arme e 'l gonfalone, in su la piazza ne va arditamente, e ben cavalca a guisa di barone su 'n un destrier fortissimo e corrente. Trovò Guarnieri, e disseli:—Fellone! Or ti difendi, ladro frodolente!— Guarnier li disse:—Eléna, se vi piace, di questa guerra piglián triegua o pace.—

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