Poi pose fine all'ultima parola. El giustiziere un colpo con tempesta menò inverso Cerbino: el brando vola e da lo 'mbusto gli levò la testa: el sangue tutto per la sala cola, perché d'uscir di quel corpo non resta. Cosí morí Cerbino, el gentil core, per seguitar lo iniquo e falso Amore.
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Elena bella sua superò il mondo di bellezza, or di vita è trapassata; termin ha avuto el suo viver giocondo: cosí ogni cosa è diterminata. Questi, felici giá, Fortuna al fondo gli ha messi, come quella che parata sta e conturba, anzi guasta ogni cosa, come malvagia sempre ed invidiosa.
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El re Guglielmo è vecchio e d'anni pieno: Fortuna inverso lui vòlto ha le ruote. Benché questo gli sia mortal veleno, vuole prima restar senza nipote e seguir la giustizia a punto a pieno, perché un re, senza fé, regnar non puote. Basta che piange el suo fiero destino, e seppellir fe' il corpo di Cerbino.
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Or te, mio sol conforto all'affritt'alma, vero sostegno al temerario core, i' priego ben per la grillanda e palma, qual si conviene al fedel servidore, tanta tempesta tu converti in calma. Come volesti, ho trattato d'amore: dunque i' ringrazio te, le tue virtute, che m'han condotto al porto di salute.
NOTA
AVVERTENZA
Siamo dolenti che l'indole della presente raccolta ci abbia costretti a pubblicare soltanto una parte della lunga e dottissima nota, che ci aveva inviato l'amico Levi. E purtroppo abbiamo dovuto invitare il nostro valente collaboratore a dare in altra sede proprio ciò che del suo studio offriva maggiore interesse, vale a dire una paziente e acuta indagine circa le fonti, gli autori e le date dei singoli cantári da lui pubblicati. Il risultato della quale è che Bel Gherardino fu scritto circa il 1340-50 (è citato nel Corbaccio); Pulzella gaia è di poco posteriore, perché è citata nella Sala di Malagigi; Liombruno fu scritto alla fine del sec. XIV; la Storia dei tre giovani nel Quattrocento; La Donna del Vergiú nella prima metá del Trecento, perché è citata nel Decamerone ed è la fonte indubbia degli affreschi del palazzo Davanzati; Gibello è anteriore al 1390, probabile data dai Reali; i cantári di Bruto di Brettagna, del Gismirante, di Madonna Leonessa e della Regina d'Oriente sono di Antonio Pucci (m. il 1388); il cantare di Madonna Elena è contemporaneo a quello di Liombruno; quello di Cerbino fu composto probabilmente dall'Altissimo alla fine del secolo XV o ai primi anni del secolo XVI.