La storia di Liombruno doveva pubblicarsi nel 1866 in edizione critica per cura del D'Ancona, in un volume della Collezione di antiche scritture italiane inedite o rare, dall'editore Nistri di Pisa; ma purtroppo quel disegno non fu piú eseguito. Pochi anni dopo,l'Imbriani, senza intento né apparato erudito, dava alla buona un testo di Liombruno, riproducendo in appendice alla novella fiorentina in prosa di Liombruno, i due cantári, quali erano nelle stampe 14-20, cioè nei libriccini popolari moderni: La novellaja fiorentina, Livorno, 1877, p. 454 sgg.
Evidentemente noi ci troviamo di fronte a due diverse versioni, l'una piú antica e piú compiuta, e l'altra raffazzonata e rabberciata; e le stampe si devono dividere in due famiglie distinte. La prima ha 97 ottave e questo inizio: "Onnipotente Dio che nel ciel stai". La seconda ha 91 ott. e l'inizio: "Dammi aiuto, ché puoi, musa divina". Alla prima famiglia appartengono le stampe indicate ai numeri 1-2-3-4-5-6-7-8-9-12; alla seconda i nn. 18-20 e forse i nn. 16-17-19.
Tener presenti tutte le edizioni sarebbe stato un lavoro immane ed inutile, perché le stampe popolari si riproducono meccanicamente le une dalle altre; perciò ne ho trascelto dal primo gruppo una sola, l'Ediz. magliab. descritta al n. 7 [M.], col sussidio della quale ho ricostituito il testo che ora do in luce. Ed ecco l'elenco delle correzioni da me apportate allo scorrettissimo testo:
CANTARE I:
II, 6 M uom
III, 2 M d'andava 6 M havea
IV, 6 M gran[de]
VI, 7 [se]
VII, 6 M figliuoli
IX, 3 M gran-[de]
6 M nessun[o]