LXXXVI, 8 amor chadallor: ma i due tronchi assonanti sono impossibili
a pronunciarsi
LXXXVII, 1 e[l] riso 3 ch chon 4 gioia.
Una novitá di questa ediz. rispetto all'antica è la divisione in due cantári, la quale mi è parsa necessaria, perché in nessun caso la recitazione in San Martino poteva molto protrarsi oltre la cinquantesima ottava; e Gibello ne ha 89. Perciò mi son messo alla ricerca del luogo dove i due cantári dovevano avere rispettivamente fine e principio, e l'ho trovato nell'ott. XL, i cui ultimi due versi espongono e propongono, a modo di chiusa del cantare, l'argomento del racconto che seguirá poi.
VII
Il cantare di Gismirante, col quale s'inizia in questo vol. la serie [VII, VIII, IX, X] dei cantári di Antonio Pucci ( 1388), si legge in un solo ms. [R], che conserva molta altra materia leggendaria e, tra l'altro, anche il cantare di Mad. Lionessa: R.—Cod. Riccard. 2873, c, 44 [chantare di Gismirante]; fin. a c. 57. Di su questo ms. fu edito col titolo: Il Gismirante, poemetto cavalleresco di Antonio Pucci, nella Miscellanea di cose inedite o rare, pubbl. per cura di <sc>F. Corazzini</sc>. Firenze, 1852, PP 275-306 [C].
Ecco le principali varianti di R e C:
PRIMO CANTARE:
I, 8 [che]
II, 3 per (che) alcuno
III, 4 dubio