VII (sec. XVII ex.).—Historia della Regina d'oriente, dove si tratta di molti apparecchi, trionfi, e feste tra valorosi cavalieri, Bologna, Pisarri, s. a., in-12° Questa edizione fu riprodotta piú volte, nel sec. XVII e XVIII, s. a.: cfr. G. <sc>Libri</sc>, Catalogo del 1847, n. 1106; Brunet, Manuel, IV, 957.

Moltissime sono le edizioni popolari del sec. XVIII e XIX. "Di questo poemetto cavalleresco popolare—scrive lo Zambrini, Opere volgari[4], col. 848—si sono fatte in ogni tempo, e quasi direi, in ogni cittá d'Italia edizioni per uso del popolo, ma grandemente sfigurate e ridotte in tutto alla moderna dicitura".

Oltre le numerose edizioni popolari, ne abbiamo due, che vorrebbero essere critiche e filologiche:

VIII (1862).—Historia | della | Reina d'Oriente | di | ANTON (sic) PUCCI | Fiorentino | Poema cavalleresco | del XIII° secolo | pubblicato e restituito | alla sua buona primitiva lezione | su testi a penna | dal dottore <sc>Anicio Bonucci</sc>. Bologna, 1862 (disp. XLI della Scelta di curiositá letterarie).—Il titolo è lungo e contiene moltissime promesse, delle quali, con mirabile sfrontatezza, nel libro. Il testo non è per nulla rivisto sui "testi a penna", ma è condotto sul cod. U fino al cant. III. ott. 37. Per le 35 ottave mancanti in U e per il cant. IV, ott. 23-24, l'edizione è dedotta dal testo del cav. Fortunato Lanci. Con questo pasticcio, il Bonucci si illudeva di aver scoperte le "auguste virginali bellezze" della poesia antica; ma gli spropositi, che gli piovvero tra le carte da ogni canto, sono cosí numerosi e piramidali, che quella edizione resterá per un pezzo un monumento di cieca ridicolaggine. Del resto, tutti riconobbero subito di qual pregio fosse il libro del Bonucci e non gli risparmiarono rimproveri; ma egli soleva giustificarsi, dicendo che si era fatto correggere le bozze dalla serva. E qualche anno piú tardi mise fuori una nuova Regina d'Oriente.

IX (1867).—Historia della Bella (sic) Reina d'Oriente, poema romanzesco di ANTONIO PUCCI fiorentino, poeta del secolo di Dante, novellamente ristampato ed a miglior lezione ridotto sopra un testo a penna Marucelliano, in Bologna, 1867, in-8° di pp. xvi-64. In fine: "In Bologna, fatta stampare dal bibliofilo Anicio Bonucci, nelle case di Costantino Cacciamani".—Ma questa edizione "riveduta" non riuscí meglio della prima e, se quella fu corretta dalla serva, "v'è da dubitare—diceva argutamente lo Zambrini—non le bozze stavolta fossero rivedute dal guattero"!

Preparando questa mia edizione, le due bonucciane non potevano in alcuna maniera servirmi, se non per rappresentare, chi sa come trasfigurate, le varianti del testo Lanci, del quale ignoro la sorte; e perciò mi sono valso senz'altro dei quattro manoscritti: K, M, E, U.

Subito la concordia nelle lezioni e negli errori tra U ed E mi avvertí che essi formano una famiglia distinta. Dove gli altri mss. hanno "ed ella fa'" (I, 30, 7), U ed E recano insieme "appresso fa";—dove: "non ne pensate d'aver" (II, 33, 3) E "non v'è mestier", ed U "non vi fará mestier";—KM "paresse" = EU "tornasse" (II, 36, 7);—KM "che figliuol era" = EU "chi 'l signor era" (II, 37, 7);—KM "l'ha fatto" = EU "lo fece" (II, 40, 6);—KM "prima che 'l v'entrasse" = EU "parea che tremasse" (III, 2. 7).—E l'enumerazione potrebbe continuare all'infinito.

M aderisce per alcuni tratti ad E e per altri si mostra tributario di K. Nel cant. IV 16, 7, E reca "e poi col re si mosse"; K sopprime l'"l", come sempre, per un vezzo di pronuncia, "e ——-File: 374.png—-\\\\—————————————————— poi core si mosse"; M, malamente interpretando l'inesatta grafia di K, storpia cosí il v.: "e poi a correre si mosse".

K naturalmente ha un testo buono, ma non impeccabile. Molte volte la lezione si rivela una corruzione di quella data da E e M, che il senso e la rima accertano esatta: E "crescendo" = K "che sendo" (II, 29, 5);—E "s'ella" = K "sole" (II, 43, 3);—EM "la possa" = K "la poscia" (III, 1, 5);—EM "nolle" = K "nulla" (III, 28, 8);—EM "avere isposo" = K. "vero sposo" (III, 28, 7);—EM "ove il cor pogno" = K "ove il compagno" (IV, 1, 6), ecc.

Abbiamo dunque tre tradizioni, quella di K, quella della famiglia EU e quella di M, il quale è nei passi prima arrecati tributario di K e in questi ultimi è invece da lui indipendente. Insomma i rapporti tra i vari mss. potrebbero cosí rappresentarsi graficamente: