Disse messer Galvan:—Che colpa aggio io, se altri cavalier villania fanno?— Rispose:—Ciascun è malvagio e rio; per lo suo amore, quanti ne troviamo, io giuro lialmente all'alto Iddio che a tutti i cavalier farò gran danno. Per lo gran fallo di quel miscredente ciascun di loro i' mangeria col dente.—
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Messer Galvan rispose:—Che diraggio a quello cavalier, s'io lo trovasse? Alcuno male io non li mostreraggio: vorria che la su' amanza racquistasse. I' l'ho amato e amo ancor di buon coraggio; gran villania saria se non l'aitasse. Per poterli acquistare la su' amanza combatterria con tutta mia possanza.—
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E quella donna disse:—O traditore, dunqu'è messer Galvan tuo conoscente? In questo giorno per lo suo amore io ti farò dar morte di presente. E cento cavalier di gran valore tosto li farò armare immantinente.— E questa dama sí ha comandato che tosto sia messer Galvan pigliato.
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Que' cavalier non fêr dimoragione; al buon Galvano egli funno dintorno, e sí li dissono:—Andate in prigione; se no, che voi morrete in questo giorno.— Messer Galvano a Dio s'accomandòne, e poi si mosse il cavaliero adorno. La lancia in mano e lo scudo imbracciava; di cento cavalieri e' non curava.
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Tre cavalier di schiera si partía, messer Galvano trassono a ferire; primo, secondo, terzo lo fería; con mortal pena lui li fe' morire. A chi un colpo di buon cuor ei dia non bisognava medico al guarire. Messer Galvan molti n'have abbattuti; li altri fuggían, gridando:—Dio ci aiuti!—
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