Messer Galvan si ritornò alla corte, con seco lui menando la Pulzella. Gran allegrezza fêr le genti accorte, quando sí inteson cotale novella. Tutti li cavalier sí preson forte ad armeggiar per la cittade in quella. Piú dí duròne ivi la gran festa: al vostro onor compiuta ho questa inchiesta.
III
LIOMBRUNO
CANTARE PRIMO
1
Onnipotente Dio che nel ciel stai, Padre celeste, Salvator beato, che tutt'il mondo con tua man fatt'hai, e regge il tuo saper in ogni lato, e re di ciascun re chiamar ti fai, tanto favor da te mi sia donato che possa dire un bel cantar per rima ch'a ciascun piaccia, dal piede alla cima.
2
Signori, intendo che per povertade molti nel mondo son mal arrivati, hanno perduto la lor libertade, la povertá sí forte gli ha cacciati; ed io vi conterò con veritade d'un pover'uomo gli anni mal menati, come per povertá venne in periglio, convenne dar al diavolo un suo figlio.
3
Il pover'uom si era pescatore, ed ogni giorno n'andava a pescare, per sua disavventura a tutte l'ore, che poco pesce gli venía pigliare. Terra né vigna non avea di fuore; ben tre figliuoli aveva a nutricare. La donna sua, fresca come rosa, viveva del pescar, non d'altra cosa.