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E disse:—Ove son io stanotte stato?— e viene il sogno suo imaginando; e diceva a' compagni:—I' ho sognato un sogno ch'io verrò poi ragionando: e' mi pareva moglie aver pigliato, e stavomi con essa sollazzando. Arebbela nessun di voi veduta, che non so giá quel che se ne sie suta?—

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L'altro rispose:—A me parve iersera, quando eravamo a cenare nel prato, venner tre donne con bella maniera e dolcemente ci ebbon salutato.— Quell'altro lor compagno si dispera, e non sa come il fatto sia passato, dicendo:—Una ne presi per mia sposa: or non so come vada questa cosa.—

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Quell'altro disse:—Anch'io ne presi una e donommi un tappeto molto bello e, perché fusse ben di notte bruna, mi portava, dov'io voleva, quello.— E 'l primo disse che di seta bruna la sua una borsa gli donò per ello, che, come quella borsa ella s'apriva, cento ducati fuor di quella usciva.

23

Il minor disse:—A me donò la mia un corno lavorato gentilmente, ch'a sonarlo, ogni volta quel facía ben dieci squadre di pulita gente.— Guardando intorno, ciaschedun vedía quelle cose ciascuna di presente; viden la borsa e quel tappeto adorno, e similmente il lavorato corno.

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—Questo sarà un sogno da dovero? —Facciàn la prova?—E poi qual cosa fia?— Fecion la prova e viddon ch'era vero; e inverso Roma pigliaron la via. Quel della borsa pagava l'ostiero, quando avevan mangiato all'osteria. Stettono a Roma circa quattro mesi, poi terminoron di mutar paesi.