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Disse il compagno:—Non ne ragionare, perché so certo che lo perderesti, e mai non si potrebbe racquistare. Faresti a me come all'altro facesti.— Biagio lo seppe tanto predicare ch'al tutto bisognò che glielo presti; ed halli dato il corno in sua balía. Biagio lo prese e poi tirava via.
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E come giunse nel pian, s'accamporno presso alla terra dove egli ha pensato; e cominciava a sonar questo corno, ed ha di molta gente ragunato. Intanto le novelle via n'andorno alla regina, come il fatto è andato, e con questo facea gran minacciare, tanto che alfin gli dava che pensare.
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Costei mandava spioni per intendere chi sia costui; e, quando l'ha saputo, diceva:—Il placherò senza contendere, s'io ho tant'agio ch'io gli abbi parlato.— E fe' pensier fin giú nel prato scendere, ed aveva ogni cosa pur pensato. Montò a cavallo con sua compagnia e 'nverso il campo pigliava la via.
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E, giunta al campo, ne va al padiglione, e domandava chi era il signore; e scese prestamente da l'arcione, e fece a questo singolare onore. E disse:—Io vorrei intender la cagione perché sei mosso in cosí gran furore.— Biagio gli disse:—Tu l'intenderai, ed ogni frode adesso pagherai!
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—Se mai t'è stato fatto alcun oltraggio, io non lo so, che non ci ho colpa niuna e n'è stato cagion mio baronaggio, se ti fu fatta villania nessuna. Ma so che sei sí savio e tanto saggio, ed hai da ringraziar ben la fortuna, che t'ha donato tanta forza e ingegno, che t'ha fatto signor di questo regno.