Ma piglia duo famigli forestieri, e tu te n'anderai alla signora, e dirai alla regina come ieri io capitai qui, circa ventun'ora, e di trovarmi a Roma avea pensieri, e come, sendo tu all'uscio di fuora, ti salutai e che, parlando meco, volesti che la sera stessi teco.
21
E, perché ero maestro di tua arte, tu m'alloggiasti e che poi, ragionando "del medicar n'ho avuto buona parte", ogni cosa venisti domandando, ogni cosa ti dissi, a parte a parte, com'ogni infermitá vengo sanando. Se queste cose, ch'io dico, farai, cinquecento ducati da me avrai.—
22
Come il medico intese del denaio, trovolli un bel cavallo e dua garzoni, una vesta con fodera di vaio. Lasciollo in casa, senza piú sermoni; andonne alla regina col cuor gaio e, ragionando di lor salvazioni, come egli ha in casa un medico saputo, che per andare a Roma era venuto,
23
che va l'imperadore a medicare; ad ogni malattia egli ha rimedio. —Incominciai di voi a ragionare, ché, per non tenerti troppo a tedio, cotal infermitá sa ben sanare, e leveratti infin da questo assedio.— Disse colei:—S'egli è quel che tu spandi, subitamente fa' per lui si mandi.—
24
Venne maestro Biagio prestamente, e diede alla regina un bel saluto: —Colui che fe' la luna e 'l dí lucente ti salvi e guardi e sia sempre in aiuto!— E la regina a lui similemente disse:—Maestro, siate il benvenuto! Se per guarirmi venuto sarete, da me denar, quanti volete, arete.—
25