Or segue qui la leggenda e la storia della donna del gran duca Guernieri. L'alta duchessa credea in sua memoria che 'l buon Guglielmo, nobil cavalieri, per lei facessi cotal festa e gloria, ed armeggiando montasse a destrieri, e ch'egli fusse al suo bello piacere preso d'amore tutto al suo potere.

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Ella, che ha messo in lui ogni sua speme e celato l'amore oltra misura, sí che il disio d'amor nel core prieme, in gelosia ne vive ed in paura; e lagrime degli occhi il viso geme. Presente quella nobil creatura, diceva:—Amor, perché m'hai cosí arso di costui, che d'amor m'è cosí scarso?—

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E volgeva sí spesso gli occhi sui come fa chi d'amor forte si duole, e, quando si trovava a sol con lui, sí gli diceva amorose parole. Messer Guglielmo, ch'era dato altrui, vedendo ciò che la duchessa vuole, no gliel negava e no l'acconsentía per celar quella che l'avea in balía.

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Un giorno er'ito el duca a suo diletto fuor della terra a un suo ricco palazzo, e la duchessa sanza ignun sospetto prese messer Guglielmo per lo brazzo e menosselo in zambra a lato al letto, ragionandosi insieme con sollazzo; e, per giuocar, la donna e 'l cavaliere fece venir gli scacchi e lo scacchiere.

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Da poi ch'egli ebbon tre giuochi giuocato, la duchessa, ch'Amor sovente sprona, disse:—Messere, avete disiato giá gran tempo d'avere mia persona; or prendete di me ciò che v'è a grato.— Ed abbracciandol gli baciò la gola, poi gli baciò ben cento volte il viso, prima che 'l suo dal suo fosse diviso.

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