Di ciò la donna si facea gran riso, e disse:—La duchessa è forte errata, che pensa nostra fede aver divisa; e voi, messer, se m'avessi ingannata, sí retrovata m'aresti conquisa di mala morte, in terra trangosciata. Ma 'l nostro amor celato ha tanto effetto, che dura e durerà sempre perfetto.—

25

Parlando el cavaliere alla donzella, tornò in quel punto il duca dalla caccia con la sua compagnia chiarita e bella, e smontò dal cavallo con bonaccia. In quello venne la duchessa fella, piangendo fece croce delle braccia; graffiata el volto con molta malizia, gli disse:—Signor mio, fammi giustizia!—

26

Turbossi el duca con maninconia, udendo la duchessa sí parlare, e sí le disse:—Dolce vita mia, perché vi fate sí gran lamentare? Fecevi oltraggio niun uomo che sia? Dimmelo, ché non è di qua dal mare re né baron, che se v'ha fatto oltraggio, ch'io non faccia mia 'l onta e mio 'l dannaggio.

27

Allora la duchessa fraudolente, per dare alla malizia piú colore, trasse el duca da parte della gente, e cominciògli a dir questo tinore: —Messer Guglielmo, falso e sconoscente, mi richiese oggi del villano amore; ond'io ti priego, Maestá gradita, che a tale offesa non campi la vita.

28

Ancor m'ha fatto piú oltraggio assai: contra mia voglia mi volle sforzare; egli straciommi e' drappi e' fregi e i vai, e poco mi valea merzé chiamare: ond'io per questo non sarò giammai allegra, sed io nol veggio squartare, farne far quattro parti a' palafreni dall'inforcatura insino alle reni.—

29