Giá era sera e l'aria fatta bruna, quando si mosse el duca e 'l cavaliero: vero è che lucea el lume della luna. Ed amendue andarono al verzero, ove celato spesso si raguna la bella dama col baron sincero; ma di fuor del giardin rimase el duca dopo un gran cesto d'una marmeruca.
45
Messer Guglielmo entrava nel giardino, e 'ncontra sí gli venne la cagnuola, che si giacea tra' fior del gelsomino. El cavalier la chiamava:—Figliuola!— ella scherzava col cavalier fino, poi cercava el giardin per ogni scuola intorno intorno al verziero prezioso, se niun uomo si trovava nascoso.
46
Quando ebbe cerco ben, la catellina andonne nella zambra delettosa, ove dormía la stella mattutina, ch'era del cavalier desiderosa. Messer Guglielmo a quel punto non fina e misse dentro el duca alla nascosa; poselo dopo un cesto d'un rosaio, dopo la sponda d'un chiaro vivaio.
47
E, poi ch'ebbe la cúcciola sentuta, si fe' la damigella rivestire, e poco stante a lui ne fu venuta, a que' ch'a forza la dovea tradire. Ma non si pensava ella esser traduta da quegli in cui avea messo il suo disire, e non pensando del tradir l'effetto, e prese col suo drudo ogni diletto.
48
Ma il barone, ch'avea la mente trista, al tutto non potía tener celato, e quella, che lucíe piú ch'oro in lista, disse:—Ch'avete, cavalier pregiato? Mi parete turbato nella vista; poss'io far cosa che vi sia a grato? Egli vi mancherebbe oro od argento, od altra cosa aresti in piacimento?—
49