FLAMMINIO, CRIVELLO suo servo e SCATIZZA servo di Virginio.
FLAMMINIO. Tu non sei ito a veder se tu vedi Fabio; ed egli non viene.
Non so che mi dire di questa sua tardanza.
CRIVELLO. Io andavo; e voi mi richiamaste indietro. Che colpa è la mia?
FLAMMINIO. Va' adesso: e, caso che ancor fusse in casa d'Isabella, aspettalo fin che gli esca e fallo poi venir subito.
CRIVELLO. Oh! Che saprò io se v'è o se non v'è? volete forse ch'io ne domandi alla casa di lei?
FLAMMINIO. Mira che asino! Parti che cotesto stesse bene? Credelo a me ch'io non ho servidore in casa che vaglia un pane altro che Fabio. Iddio mi dia grazia ch'io gli possa far del bene. Che borbotti? che dici, poltrone? non è vero?
CRIVELLO. Che volete ch'io dica? Dico di sí, io. Fabio è buono, Fabio è bello, Fabio serve bene, Fabio con voi, Fabio con madonna… Ogni cosa è Fabio; ogni cosa fa Fabio. Ma…
FLAMMINIO. Che vuol dir «ma…»?
CRIVELLO. …non sará sempre buona robba.
FLAMMINIO. Che dici tu di robba?