SCATIZZA. Non ti diss'io che la baciarebbe?
CRIVELLO. Or ben ti dico ch'io non vorrei aver guadagnato cento scudi e non aver veduto questo bacio.
SCATIZZA. Il veggio. Cosí fusse tócco a me!
CRIVELLO. Oh! Che fará il padrone, come egli 'l sappia?
SCATIZZA. Oh diavol! Non si vòl dirglielo.
ISABELLA. Perdonatemi. La vostra troppa bellezza e 'l troppo amar ch'io vi porto è cagion ch'io fo quello che forse voi giudicarete esser di poca onesta fanciulla. Ma Dio lo sa ch'io non me ne son potuta tenere.
LELIA. Non fate queste scuse con me, signora; ché so ancor io come io sto e quel che, per troppo amore, mi son messo a fare.
ISABELLA. E che cosa?
LELIA. Oh! Che? A ingannare il mio signore, che non sta però bene.
ISABELLA. Il malan che Dio gli dia!