VIRGINIO. Chi non la conosceria? Non vegg'io tutti i segnali che m'ha dati suor Novellante?

PASQUELLA. La cosa va male. Che sí ch'io n'arò le mie!

SCENA VII

VIRGINIO, GHERARDO e FABRIZIO giovinetto.

VIRGINIO. Addio, buona fanciulla. Parti che questo sia abito conveniente a una tua pari? Questo è l'onor che tu fai alla casa tua? Questo è il contento che tu dái a questo povero vecchio? Almen fuss'io morto quando io t'ingenerai! ché non sei nata se non per disonorarmi, per sotterarmi vivo. Oh Gherardo! Che ti par della tua sposa? parti ch'ella ci facci onore?

GHERARDO. Cotesto non dich'io. Sposa, eh?

VIRGINIO. Ribalda, scelerata! Come ti starebbe bene che costui non ti volesse piú per moglie e non trovasse piú partito! Ma ei non guardará alle tue pazzie; e ti vuol pigliare.

GHERARDO. Adagio!

VIRGINIO. Entra costí in casa, sciaurata! che fu ben maladetto il latte che tua madre ti porse il dí ch'io t'ingenerai.

FABRIZIO. O buon vecchio, avete voi figliuoli, parenti o amici in questa terra a' quali appartenga aver cura di voi?