Il codice manoscritto del LIBRO DELLA COCINA sta nella R. Biblioteca dell'Università di Bologna, in una Miscellanea, segn. del num. 158; il quale intendo qui appresso descrivere a utilità degli amatori della bibliografia italiana. Valgano queste mie cure a rendermi vie più benevoli gli amatori delle nostre antiche lettere.
MISCELLANEA.
Codice membranaceo dei secoli XIV e XV, in foglio, a due colonne, di carte 101, delle quali l'ultime due bianche: segnato già N. 143, Aula II-A; ed ora, conforme la segnatura del Bibliotecario, sig. prof. cavaliere Liborio Veggetti, N. 158. Comunque i caratteri sieno di più tempi, di varie forme, e di diverse penne, leggonsi tuttavia sufficientemente bene. Nella prima carta, recto, trovasi scritto quanto segue, di mano moderna, e forse del finire del passato secolo: Manoscritti italiani antichi, Cod. Saec. XIII e XIV, Adjectis nonnullis XV. A mio avviso nulla vi ha, che appartenga al sec. XIII. Pervenne a questa Regia Biblioteca Universitaria dalla munificenza di Papa Benedetto XIV. Vi si contengono le seguenti cose:
I. — Segni che sirano inazi al dì del iudicio.
È l'opuscolo diviso in 15 brevi rubriche, secondo la partizione delle 15 giornate che indicano i Vangelisti. Si contiene nella metà della prima carta, verso, unica non a colonnette; e comincia: El primo dì. El mare salzara ecc. Finisce: poi la gete resuscitara al iudicio.
II. — Doue, e, linferno, dei suoi nomi, e che paduli de fuocho e fiumi i saui li descriuano.
Occupa il rimanente della pagina suddetta, e comincia: Inferno, e, ditto perche ifra, cioe posto di sotto. Finisce: E così luochi etiadio de purgatorio. Seguitano tre versi in latino delle pene dell'inferno.
III. — Leggenda o Storia di santa Anfrosina.