VI. — Cinque Sonetti e una Lauda.
Nè i Sonetti, nè la Lauda han nome d'Autore. Ecco i capoversi di soli quattro de' prefati Sonetti, giacchè uno d'essi, ed è per ordine di scrittura il terzo, resta inintelligibile.
Il giouene che uol portare honore.
Questo Sonetto leggesi riportato dal Mai nel suo Spicilegium romanum; vol. 1.º, pag. 688, come di un Ciano o Cino del Borgo S. Sepolcro.
O no posso trovar chi ficchi lagho
Leggesi fra le Rime del Burchiello. In alcuni codici però si ascrive all'Orcagna, e come di lui si diè fuori dall'egregio sig. prof. Francesco Corazzini, a pag. 321 della sua Miscellanea di cose inedite o rare; Firenze, Baracchi, 1853, in 12.º
Da la fortuna si vole imparare
Denon dinegare ch sia pisano.
Riporteremo per saggio il seguente, che credo inedito.