[19]. Coll. 190. E. 1.
[20]. Della costituzione politica della Monarchia Spagnola tradotta per ordine del Governo (Edizione ufficiale, 1820). È preceduta da una breve spiegazione delle varie parole, che avrebbero potuto non essere comprese nel regno.
Riportiamo per intero gli articoli per essere importantissimi e avvertiamo che la traduzione in italiano venne fatta dal Masden di Barcellona.
[21]. S'intendono quegli individui nei quali i cittadini depositavano le loro volontà per nominare gli elettori parrocchiali. Questo modo di elezione si diceva per compromesso.
[22]. Erano i principali agenti dell'amministrazione civile e della giudiziaria; ma piú particolarmente della prima come risulta dall'art. 309 della Costituzione: — «pel governo interno vi saranno degli aggiuntamenti composti dell'alcaide dai reggitori e dal sindaco procuratore: queste riunioni saranno presiedute dal capo politico, ove questo vi fosse ed in sua assenza dall'alcaide o dal piú antico di essi, quando ve ne fossero due».
[23]. È lo stesso che distretto.
[24]. Martedí, 29 agosto, gli elettori parrocchiali di Napoli riuniti nella sala delle adunanze in San Domenico Maggiore, si recarono all'arcivescovado per assistere alla messa dello Spirito Santo. Il corpo degli elettori fu scortato da un drappello di cavalleria della Guardia di sicurezza interna. Il marchese di Sant'Eramo, sindaco di Napoli, prese parte al corteggio. (Giorn. Costituzionale delle Due Sicilie, giovedí 31 agosto n. 47).
[25]. Abbiamo questo caso, proprio nel Parlamento napoletano del '20: Melchiorre Delfico era deputato di Napoli e dell'Abruzzo Ulteriore; Matteo Galdi di Napoli e di Principato Citeriore; Antonio Ruggeri di Napoli e Principato Ulteriore.
[26]. Un opuscolo, d'innominato autore che vide la luce appunto nel 1820, censura questo mandato colle seguenti parole:
«Presso di noi, che per l'opposto debba adattarsi alle circostanze del Regno lo statuto politico, i poteri dei deputati debbono essere altri. Quindi gli stessi termini non ci convengono».