Dauno, Irpino, Lucano, Sannita,

Non estinta, ma solo sopita

Era in essi l'antica virtú.

[44]. Questo discorso fu detto «lungo» dal Colletta, che aggiunge (lib. IX, cap. II): «ed il re di tempo in tempo affermava col cenno».

Il Pepe dice al proposito (Mem. II, 6):

— ... il Galdi profferí un discorso che fu piú lungo del dovere, ma pieno d'erudizione e di sensi patri.

Il Cantú scrisse:

— ... il re udito un discorso piú gonfio che sostanzioso...

[45]. Ecco come il Pepe, nelle sue Memorie, racconta il fatto della rinunzia:

— «... venne infine la mia volta. Io avevo scritto discorso affatto conciso ed energico, ma spiacque al conte Zurlo ministro dell'interno, il quale m'appuntò di parlar troppo da Spartano. Allora il pregai di scriverne uno per me dicendogli che io non sapevo scrivere ciò che non sentivo e però lessi poche parole non mie ma di Zurlo. E non potei leggerle con energia.»