Voi siete in primo luogo incaricati dell'importante opera delle modificazioni da farsi alla Costituzione Spagnuola, onde adattarla al nostro bisogno. Molte delle nostre istituzioni sono compatibili con qualsivoglia ordine politico. Tali sono la divisione del nostro territorio, il sistema di pubblica amministrazione, ed il nostro ordine giudiziario. Io sono sicuro che il Parlamento valuterà sopratutto il bene di evitare il piú che è possibile i cangiamenti dell'ordine interno, e tutto quello in generale che la nostra stessa esperienza ci raccomanda.
Noi consolideremo la Costituzione, se la fonderemo sulle basi delle nostre antiche instituzioni e delle idee che ci sono familiari. Non intendo già che questa considerazione vi ritenga dal proporre quegli inevitabili cambiamenti che sono necessari a rendere solido, durevole ed utile alle generalità il nuovo ordine politico che oggi fondiamo. Il mio animo riposa tranquillo nella saviezza del Parlamento, che saprà scegliere il giusto mezzo tra la necessità e l'utilità.
Vi raccomando principalmente di assicurare l'ordine pubblico, senza del quale ogni sistema politico e civile resterebbe privo d'effetto. Voi saprete dar vigore al governo, la forza del quale si confonde con quella delle leggi, quando il suo andamento è da questa diretto. Custodite gelosamente le guarentigie individuali dei cittadini: non sottoponete le volontà particolari alla generale; e rivestite l'autorità che la rappresenta di tutti i mezzi necessari a farla rispettare. Questo è il primo carattere d'ogni governo civile e d'ogni nazione che voglia far rispettare la propria indipendenza.
L'inviolabile attaccamento che la nostra nazione ha dimostrato alla nostra cattolica religione, mi rende sicuro che il Parlamento ne custodirà la serietà, e conserverà con ciò il piú bel pregio della Costituzione. Noi non siamo mai stati persecutori delle idee altrui ed abbiamo sempre lasciato a Dio il giudizio della credenza degli altri. Il nostro suolo non è stato mai macchiato di persecuzioni religiose, anche nel tempo del fanatismo e dei pregiudizii. Ma i popoli che professano un'altra credenza, non hanno il diritto di contaminare neppure coll'esempio, la verità e severità della nostra dottrina. I doveri dell'ospitalità non possono essere maggiori di quelli che noi abbiamo verso noi stessi.
Stabilite felicemente, come spero, le basi del nostro ordine politico, ed invocata l'assistenza e la protezione del Signore Iddio a tutti i travagli dai quali dipendono i riordinamenti del Regno, noi potremo facilmente provvedere a tutti i nostri interni bisogni.
Io debbo prima d'ogni altra cosa manifestarvi la soddisfazione che provo nel vedere intorno a me i deputati dell'una e dell'altra Sicilia. Queste due parti della mia famiglia egualmente a me care, e da ciascuna delle quali ho ricevute prove d'attaccamento, non sono state giammai per me divise.
I disordini parziali non decidono della volontà né dello spirito d'una nazione. Io sono stato sempre persuaso che la Sicilia al di là del Faro non avrebbe mai smentito il nobile carattere che l'ha sempre distinta; e mi compiaccio che ella siasi affrettata a confermare col fatto la mia opinione. Da' lumi uniti di due popoli, ai quali la natura è stata prodiga dispensatrice d'ingegno e di generosi sentimenti, io non posso non ripromettermi misure, leggi e regolamenti tali, che assicurino con indissolubili legami di unità e di reciprocazione le rispettive loro facoltà.
Affinché voi possiate avere una esatta notizia della situazione del regno, io ho ordinato a tutti i miei segretari e ministri di Stato di presentare al piú presto che potranno, un rapporto dello stato di ciascun ramo. Lo stesso desiderio per quanto riguarda le sue operazioni, ho manifestato alla Giunta provvisoria di governo, che ha col suo consiglio assistito il mio amatissimo figliuolo e vicario, che ha sí bene corrisposto alla fiducia mia e della nazione.
Lo stato delle nostre relazioni coll'estero è dilicato, ma presenta difficoltà, a superar le quali, può forse essere bastevole la moderazione unita ad un contegno nobile e fermo.
La necessità di questo contegno vi persuaderà altresí de' sacrifizii che la nazione dee fare nel ramo delle finanze. Lo stato di queste non è solamente la conseguenza della nostra attuale posizione; ma anche delle circostanze nelle quali ci troviamo dopo l'anno 1815.