4º Che gli impiegati attivi del governo sono sí rari, che, ove i loro conosciuti sentimenti non fossero cosí onorevoli come sono, non sarebbe da tenersi sopra di essi alcuna ministeriale influenza;

5º Che nel gran numero di magistrati, scelti dal popolo mentre vivevano in lontane provincia, si scorge una testimonianza lusinghiera pel corpo della magistratura e consolante per la Nazione;

6º Che nel maggior numero degli ecclesiastici si vede con piacere premiato il merito non ordinario di molti, fra i quali giova ricordare Galanti, Giovane, Pelliccia, Semola, Strano, pubblici professori di scienza e nomi cari alle lettere.

Né andranno privi di lode Buonsami e Coletti, educatori della gioventú. Gli ecclesiastici, inviati al Parlamento di Napoli, sono tali che saprebbero, nel bisogno, e difendere a prezzo della vita la patria religione, e rigettar qualunque misura contraria alla dignità ed agli interessi corporali della monarchia, fosse ancor la misura piú favorevole al loro ordine sacerdotale.

Ma alcuni di questi e non per colpa dei vescovi, si mostrarono tiepidi per la causa della libertà costituzionale.

Nelle Provincie dell'Aquila, di Chieti, i preti — si dolgono alcuni — non predicano abbastanza i doveri, che questa impone, ed i vantaggi che ne risultano; e si fanno volentieri a seguire i grandi esempii, che somministra loro il rimanente del clero. Il potere esecutivo non deve tralasciare di porvi ordine e di far conoscere i nomi di quelli, che si distinguono pel loro zelo, e per la loro virtú, come il parroco d'Orazii;

7º Il numero degli avvocati, il quale ad alcuni sembra soverchio, può non credersi tale, se si riflette, che in questo ordine si restringeva pochi anni fa tutto il sapere civile della Nazione; e che in esso anche il talento poteva incontrar la fortuna, al patto, non rade volte, di rinunciare ai sentimenti piú generosi.

Quindi le osservazioni sul numero degli avvocati nel Parlamento non cadono sulle loro persone; ma sopra alcune memorie appartenenti alla loro classe, alle quali essi recano una felice eccezione.

Si desidera che l'eloquenza parlamentaria faccia dimenticar la forense[51]. Questa non saprebbe che oscurare l'evidenza delle cose, corrompere il dritto sentire, e sostituire lunghe parole alle forme amabili e severe della libertà.