Quindi, giova ripeterlo, i monarchi debbono unirsi alle loro nazioni e saranno invincibili. Forse il pontefice comprende questa verità: ma la teocrazia cui egli presiede, gli vieta di recarla ad effetto, e forse non si aspetterà il termine della sua vita per punirlo di aver egli aperto l'adito a truppe straniere.

Allorché si é perduto il pudore politico fino al segno di essersi decretata l'impresa contro Napoli, qual piú agevole cosa di spogliare il papa, se le Sicilie saranno vinte?

Per farlo, basta che l'Austria comandi qualche movimento intestino negli Stati di lui, allorché egli griderà che i carbonari lo hanno prodotto; e poiché, per diritto divino ed imprescrittibile, le sponde del Po appartengono a Cesare, egli sarà evidentissimo per l'Osservatore austriaco, che Cesare deve occupare gli stati del papa con un esercito amico o con un esercito conquistatore.

Ma il papa fa vista di non comprendere nulla; e sembra desiderare la guerra contro Napoli. Si narra che egli ha ordinato di ristaurarsi la via che conduce a Ceprano; e ciò senza dubbio rende piú agevole il movimento dell'artiglieria tedesca. Grazie sieno rese al pontefice: egli ha cura della nostra gloria, e c'invita a combattere! E quindi giungono sommamente opportuni i richiami del suo agente in Napoli, perché il concordato fosse eseguito! Intanto, il nostro ministro di affari esteri o non domanda conto alla corte di Roma delle di lei intenzioni, o nasconde ancora al Parlamento, come non si trattasse delle nostre frontiere, quali sono i di lui provvedimenti intorno ad un soggetto di sí alta importanza.

Noi consigliamo al ministro di non compromettersi con alcuno. Alla sua età si è avuto il tempo d'imparare ad esser prudente!

Qui volevamo noi parlare del ministro di guerra e marina, per rendere omaggio ai suoi talenti ed alle sue virtú, ma egli si è ritirato; e quindi il nostro elogio non sarà riputato meno sincero. Egli ha saputo bene meritare della Patria; e gli succede un uomo, in cui tutti ripongono la fiducia di vedere in brevi giorni recato ad effetto ciò che il suo predecessore non aveva potuto compiere per la sua vecchiezza.

Il nuovo ministro combatterà certamente la calunnia sparsa dai timidi, che possano mancare le sussistenze all'esercito in un regno come quello di Napoli! Egli dee conoscere la furfanteria e l'avarizia degli appaltatori e degli abbondanzieri; non si tratta se non di dar esempi rigorosi, e di mozzare il capo, come vuole la legge, ai convinti di tradimento. Il maresciallo di Turenna disse una volta ad uno di costoro, che lo avrebbe fatto impiccare per la gola...

Vostra Altezza, quegli rispose, dev'essere persuasa che non si può impiccare un uomo il quale in questo momento può spendere centomila scudi!

E non fu il maresciallo ch'ebbe ragione.

La difesa della capitale è uno dei piú alti soggetti, dei quali deve occuparsi il ministro della guerra. Bisogna persuadere al nemico che la capitale non è nulla in questa guerra: che Napoli può essere bruciata come Washington e come Mosca, senza che ciò riguardi la causa della libertà. Che per salvar Napoli, si debba commettere una viltà? No, sarebbe questo un vilissimo tradimento! Quindi conviene prepararsi; e poiché il Reggente ha sanzionato il decreto di doversi trasportare il Parlamento a Salerno, perché non si comincia da ora?