In una delle sue ultime prediche, il Savonarola, presago dello imminente martirio, disse queste parole: “O Signore, io non tengo modi di cercar gloria umana. Io non voglio cappelli, nè mitrie piccole o grandi. Non chieggo se non quello che tu hai dato ai tuoi Santi — la morte. Un cappello rosso, un cappello di sangue, questo desidero.„
E l'ebbe. E prima, le agonie dell'infame processo, i dubbi e i terrori, la fune che gli slogò tutte l'ossa, le tenebre della segreta, le smanie e gli scoramenti, e i sudori di sangue dell'eterno Getsemani....
Fu allora che in un momento di tregua, in un'ora di grazia e di respiro, — fra la tortura e il rogo — compose un salmo sublime, che il Tommaseo ammirava tanto, e tradusse.
Eccone alcuni versetti:
Conoscerò dunque, fra poco, Voi, o mio Dio, conoscitore di me.
O mio consolatore, mostratevi a me finalmente;
Siatemi adiutore — non mi lasciate.
Perchè il padre e la madre mia mi lasciarono....
Ma il Signore misericordiosamente mi assunse.
Non mi date alle animosità di quei che mi tribolano,