Poichè insorsero contro me testimoni iniqui — e l'iniquità mentì a sè medesima.
Sospeso dal laccio infame sul rogo, e non ancor morto, il Savonarola potè forse vedere le mani impazienti e furiose del popolo, appressare le torce accese alla catasta già sparsa d'olio e bitume; mentre altre mani scagliavano una pioggia di sassi su quel volto tante volte illuminato dalla luce del genio e dalla santità della vita.
Ah! da quando insultò Socrate, e preferì ad alte grida Barabba a Gesù; al giorno in cui sputò in faccia a Bailly e imprecò a Madama Roland moritura — la plebe ingannata e pervertita, o abbandonata al cieco istinto bestiale, ha sempre applaudito all'eccidio dei suoi più insigni benefattori.
VII.
Come il lato sofistico del Paganesimo era stato il consacrare la natura umana anche nella sua parte cattiva — il lato sofistico del Cristianesimo medievale fu di gettare un anatema troppo assoluto su la Natura, di vivere come lo Stilita sospesi tra il Cielo e la Terra, guardando a quello con estasi, a questa con un sacro terrore. Il centro della Idealità fu spostato nel Rinascimento; e al culto del Dolore spirituale, successe l'apoteosi della plastica Bellezza e della Euritmia. Ma tra le voci armoniose e pagane, dura anche nel Quattrocento qualche eco della grande, triste e patetica poesia del Cattolicismo. Oltre il Savonarola, vanno ricordati il Benivieni e il Belcari. Il primo essenzialmente lirico, drammatico e trovatore di patetiche situazioni, efficaci, nella loro ingenua espressione. Basti rammentare le parole d'Isacco al padre che sta per sacrificarlo.
Nella lirica satirica si distinsero il Cammelli e il Burchiello: ma il loro più gran merito consiste forse nella visibile influenza che ebbero sull'ammirabile genio del Berni.
Un soffio veramente lirico spira in alcuni canti epici del rude e possente poeta Luigi Pulci. La sua morte di Orlando è semplice, patetica, e tocca il sublime. E forse Alfredo Tennyson l'ebbe in mente, quando descrisse, negli Idilli del Re, la Morte di Arturo.
Nelle stanze narranti la catastrofe cavalleresca, Roncisvalle, e la morte del gran Paladino, è commisto in modo mirabile l'elemento lirico all'epico:
Così tutto serafico al ciel fisso
Una cosa parea trasfigurata,