I maghi solitamente, umana fralezza! s'innamoravano, e come è solito degli amanti che dividono colle belle i beni e i mali della vita, insegnavano loro la stregoneria: avevano con esse comuni i servigi degli spiriti, e più di sicuro la prigione e il rogo.
Tanto avvenne a quella Madalena Mendoze che Goffredi amoreggiò, fece strega e condusse al Sabbath. Anche Giovanna Belloc confessò che un fattucchiero la menò al congresso nel 1609, e fu presente a un ballo in maschera.
Più sovente erano donne che iniziavano le altre in questi misteri: esse conducevano al Sabbath le amiche e le figlie. Dojartzbal, giovane strega di quindici anni, che per suo meglio si convertì e fuggì la mala ventura, confessò d'essere stata presentata al Sabbath da una strega che era in prigione: essa l'andava a pigliare al letto ove dormiva presso sua madre, e poneva intanto in sua vece un fantoccio che parlava.
Altre ho già ricordate, ma la più operosa nel procacciare adepte alla magia fu Bensozia; costei radunava in una società le dame, ed ivi le metteva in amicizia cogli spiriti, facevano congreghe e viaggi per l'aria sopra bestie alate. Fu tanto universale questa opinione nelle Gallie, che si credeva che tutte le donne fossero della compagnia de' viaggi aerei. Bensozia pare un'antica fata, ma in tempi più recenti era considerata come un nome di associazione di streghe.
Però quando una femmina era condotta al Sabbath, non diveniva subito strega senz'altra cerimonia; conveniva fare il ricevimento: era una delle varie scene di quella festa strepitosa.
Si radunavano in un lato del campo del congresso le streghe e i maghi che doveano prendere parte alla cerimonia, si faceva un cerchio, e in mezzo si collocava assisa la nuova adepta, presso il tripode ove stava il demone tramutato in caprone. Il mago o la strega che aveva condotta la novizza, le dava alcuni precetti di magìa, le ricordava le obbligazioni che assumeva, la faceva abbjurare alle antiche credenze: ella aderiva con tremendi scongiuri, si alzava un grido d'applauso, il presidente la dichiarava laureata in istregoneria, e la nuova alunna festante volava fra folletti, rospi e fattucchieri a prendere parte a tutti i tripudj della congrega.
V. Gli iniziati.
Non mancarono alla compagnia gli iniziati: ogni strega prometteva talvolta al Sabbath di offrire qualche fanciullo all'ara di maestro Leonardo, o se non riesciva a rubare un ragazzo altrui, doveva presentarne uno proprio. Si offriva in solenne congresso al maestro, ed egli o il suo luogotenente Giovanni Mullin assegnava al fanciullo due santoli, i quali traevano innanzi, e sul gran libro nero rinunciavano in nome del figliuoletto alle antiche credenze. Dopo Leonardo lo segnava col proprio corno nell'occhio sinistro, segno che lo indicava ammesso all'iniziatura, e che teneva finchè non era compiuta.