II. Processi delle streghe.
Parrà strano che tante streghe e fattucchieri fossero puniti e arsi per la stessa loro confessione, e da ciò alcuni vollero indurre prove all'esistenza della magìa. Converrebbe esaminare que' processi e persuadersi altrimenti: eran tutti presso a poco ad un modo: dopo avere interrogati que' sgraziati intorno a cose generali, li stringevano sull'argomento.
— Siete voi una strega?
— Oh che dice mai! Il cielo me ne guardi!
— Ecco una profanazione, bestemmia! Confessa, chè già è nota ogni cosa. Non parli? Ebbene ti persuaderà un po' di corda. Ehi! —
Ed ecco il manigoldo conduce la donna a una corda che pende da una carrucola dalla vôlta, le lega le mani alle spalle, le rafferma a questa corda, tira l'altro capo: si rivoltano alla sgraziata le braccia, scrosciano l'ossa al peso della persona.
— Ah, Signor Iddio! misericordia!
— Taci, non nominare il nome del Signore invano; confessa: sei una strega?
— Sì, sì: mi liberi da questo tormento, e dirò tutto. —
E l'esaminatore dà un cenno, la corda allenta e la sgraziata mezza rotta, è slegata.