“Non son angioli del cielo,
né la sirena del mar;
questi, o padre, è il conte Nillo,
che sua sposa mi vuol far.„

“Chi rammenta il conte Nillo?
chi l'ardisce mentovar
quel vassallo mio ribelle,
che in esilio fei cacciar?„

“Mia, signore, è mia la colpa;
me dovete gastigar:
senza lui non posso vivere;
io l'ho fatto richiamar.„

“E ancor osi, o traditora,
tua vergogna confessar?
Pria che spunti il nuovo giorno,
lo vedrai decapitar.„

“No; chi verserà il suo sangue,
anche il mio dovrà versar:
dove a lui faran la fossa,
anche a me l'hanno a scavar.„

Per chi suonan le campane?
a che tanto scampanar?
Trapassato è il conte Nillo,
è l'Infanta per mancar:
son cavate già le fosse,
già li vanno a sotterrar,
l'un nell'atrio della chiesa,
l'altra al piede dell'altar.
Là un cipresso, qua un arancio
ecco vedonsi spuntar:[46]
cresce l'uno, cresce l'altro,
e si vengono a baciar.
Non sì tosto il re lo seppe,
ambedue li fe tagliar:
getta l'uno sangue vivo,
l'altro dà sangue real.
Un colombo e una colomba
ecco vedonsi volar;
contro al re, che siede a mensa,
ecco vengonsi a posar.

“Ahi mal abbia un tanto ardore!
ahi mal abbia un tanto amar!
non in vita, non in morte
gli ho potuti separar!„


NOTE