Alle due lezioni di Linda Pastora edite dal Braga si rannodano, quanto alla circostanza principale, alcune canzoni italiane, come L'onestà alla prova (Bernoni, punt. XI, p. 1-2); La prova d'un rapimento (Marcoaldi, p. 161); Il finto fratello (Ferraro, p. 90) ecc.; avvertendo bensí che tra la prima e l'ultime due c'è quel divario che passa tra la verità e l'inganno, come, senza bisogno d'altro, mostra il titolo della ballata raccolta dal Ferraro. Tra i canti francesi, cfr.: Arbaud, L'enlèvement, II, p. 113; Puymaigre, Chants, ecc., t. I, L'épreuve, p. 97; La bergère rusée, p. 160, Même sujet, p. 162, La bergère mouqueuse, pag. 164, Chanson nouvelle sur l'entretien d'un Seigneur et d'une Bergère, pag. 166; Bladé, La pastouro alecado, III, p. 202; Fleury, Le passant et la bergère, p. 282, Même sujet, p. 284, La brebis perdue, p. 287 ecc. Di questi, parte riconnettonsi piú specialmente alla lezione da me tradotta, parte a quella del Braga.—In un bel canto svedese, una onesta giovine, tentata in modo consimile dal fratello, sconosciuto, risponde:
“Je suis née pendant que le coq chantait.
Ma mère mourut au lever du soleil.
On ensevelit ma mère dans la terre noire, et l'on sonna pour mon père.
On ensevelit mon père dans la terre noire, et l'on sonna pour mon frère.
On ensevelit mon frère dans la terre noire, et l'on sonna pour ma soeur.
Les voilà tous morts, tous ceux qui devaient me nourrir et m'habiller;
tous, excepté mon jeune frère, qui a remplacé pour moi mon père et ma mère.
Il m'a donné une mère adoptive, qui m'a appris à coudre et à faire des broderies d'or.
Elle m'a appris à coudre et à broder, mais non pas à devenir un objet de blâme dans le pays.
Elle m'a appris à mettre le linge sur la table, mais non pas à croire aux belles paroles ecc.„ Marmier, Chants du Nord, p. 175-76.
Non occorre qui rammentare come anco la romanza portoghese A infeitiçada, cit. a p. 85, e la sua corrispondente spagnola “De Francia partio la nina„ cit. a p. 86, sieno due dei non pochi esempi di riconoscimento d'un fratello e d'una sorella. Il medesimo accade nella romanza asturiana Don Bueso, nell'altra romanza catalana La cativa, in una canzone tedesca (Annelein) ecc. Altre volte il riconoscimento è fra due sorelle (vedi Wolff und Hoffmann, Primavera ecc., II, p. 58).
La xacara della Pastorinha, o, se vi piace meglio, Linda pastora, è conosciuta in Gallizia. (Romania, 1877, p. 53.)
[71] Orig., Rosa. Chiedo scusa ai lettori di questa mutazioncella, per cui diventa nome proprio un termine convenzionale della lirica amorosa dell'età di mezzo. Non v'è scolaretto di liceo che non rammenti il primo verso del Contrasto di Cielo dal Camo: Rosa fresca aulentissima, ecc. Ed “ognun sa come il paragone, anzi la trasformazione allegorica della donna amata nella rosa, sia comune alla poesia dotta e alla popolare; e se ne veggono numerosi esempi nelle note del Vigo [Canti pop. siciliani, Catania, 1870-74]. Una ballata trascritta dal Carducci (Intorno ad alcune rime dei secoli XIII e XIV, Imola, 1876, p. 66), di sur un memoriale notarile del 1287: Danzando la fresca rosa, Preso fui de so bellore. È notissima la ballata del Cavalcanti: Fresca rosa novella. Le canzonette del Giustiniani sono indirizzate a una rosa. [Vedi, p. es., quella delicatissima: Rosa, quanti ti vedon...] Una canzone francese antica nel Paris, Chansons du XV s. (Paris, Didot, 1875, p. 56): Royne des fleurs que j'ai tant desirée. Altri piú antichi passi di poesie francesi reca il Caix nella Riv. di Fil. Rom., p. 180, e nella Riv. Europea di rimatori italiani antichi.„ D'Ancona, Studj su la letter. ecc., p. 413. “I poeti francesi paragonavano le loro pastorelle alle rose di maggio [Sa facete vermeillete come rosser floris. V. Bartsch, op. cit. (romanza anonima) p. 45]; anche i provenzali lodavano nelle loro donne il fresco colore di rosa... In una poesia dell'Italia Settentrionale del secolo XIII, si dice alla Madonna:
Oi rosa encolaria del parais,....
[La Chiesa: Rosa mistica; il Manzoni (Il nome di Maria): O rosa, ecc.]
In una raccolta veneziana si legge:
Chi vo veder tre roze in t'una rama,
vada a la porta de la Casa Nova;
che ghe xe tre putele co la mama,
che le se chiama tre in t'una rama.
In una raccolta napoletana: