vv. 46-47: «Sire Deo». L ha «sire o Deo», e V «oi sire Deo».

v. 52: «de montagna». V ha un «la» fra «de» e «montagna», che guasterebbe la misura del verso.

v. 59: «e fái». V ha «falli»; ma l'ordine grammaticale richiede qui un «e», e mi pare allora naturale la forma antica «fái», i fa, gli fa.

v. 67: «e'». È indispensabile aggiungerlo per la misura del verso, sebbene non sia in V.

V
CIOLO DELLA BARBA

Una famiglia Della Barba era in Pisa nel secolo XIII: infatti un frate Egidio Della Barba nel 1270 è ricordato nella cit. Chronica antiqua Sanctae Catharinae, p. 430. L'unica canzone, che ci rimanga di questo rimatore, è conservata soltanto da V, donde la pubblicò per la prima volta il Grion nel Propugnatore, III, 101. Poi la diedero in edizione migliore il D'Ancona e il Comparetti, nella Collez. di opere inedite o rare del Romagnoli, 1881, II, 71-76.

v. 3: «che». Non è in V; ma è indispensabile per la misura del verso.

v. 4: «ch'om' agia». V ha «com'agio»; ma il senso mostra evidente l'errore.

v. 7: «de rota». V ha «de la rota»; ma quel «la» v'è di piú, guastando la misura del verso.