v. 54: «regina». P ha «redina».
v. 60: «parrá». P ha «parerá»; ma cosí non può stare per la misura del verso.
vv. 70 e sgg. Anche questa strofa è assai guasta e mutila in qualche verso.
v. 81: P ha «dovreste aver mercede», senz'altro; ma deve mancare la parola finale, perché il verso dovrebbe rimare con «molto» del verso seguente, ov'è la rimalmezzo.
v. 83. Anche qui, per la misura del verso, credo necessario togliere il «che», che in P è innanzi a «non fi' grave».
Ballata II. È in P con qualche lacuna. Il Valeriani non comprese nemmeno che è una ballata.
v. 15. P ha: «la vostra angelica sembransa»; verso, come si vede, di nove sillabe: né tornerebbe ugualmente, se si leggesse, come fa il Valeriani, «angelicale». Credo che manchi una parola innanzi ad «angelica», che le dia valore di superlativo: congetturo quindi che manchi «sovra».
v. 18. Questo verso è certamente mutilo in P, perché quello a esso corrispondente nelle altre strofe è endecasillabo.
Sonetto III. È in L. È un sonetto doppio.
v. 18: «me... faccia». Il Valeriani prende «me» per «me'» (meglio). No: il senso è: Dio vi lasci trovare miglior servitore, e lasci che io trovi un signore che ricompensi.