v. 29. Intendi: Conforto a questo avremmo soltanto il «trapassamento» (la morte), parola che è qui nello stesso senso del «trapassare» del v. 34.
vv. 37-39. Intendi: Se non fosse che sappiamo che le nostre anime terrebbero («terren'») tal via, che girerebbero («giréno») a perdizione senza aver mai redenzione».
XI
NOCCO DI CENNI DI FREDIANO
Furono in Pisa verso la fine del secolo XIII due notai che ebbero nome Nocco, un «Noccus de Avane», anziano per il luglio e l'agosto del 1289 e un «Noccus de Ceuli», anch'egli anziano nello stesso anno per il novembre e il decembre (Chronica antiqua cit.). Ma se il rimatore debba identificarsi con uno di questi due, è assai difficile risolvere. Di lui non rimane se non una sola canzone, che è in L. Fu assai malamente stampata dal Valeriani, il quale ne comprese assai poco lo schema metrico.
v. 21. Il Valeriani stampa mutilo questo verso «vedrete in gio' montarmi», non essendosi accorto che L aveva anche «e 'n frutto bono».
v. 37: «ma Amor». L ha «m'amor».
v. 38: «for' voi». Intendi: Amore, pur volendo, vide che non potea fare a me lo stesso (cioè: come ho detto sopra), senza di voi.
v. 44: «ingannòme». L ha «ingegnome», mantenuto, senza ragione, dal Valeriani, il quale, per il senso, è poi costretto a spiegarlo con «ingannommi».
v. 45: «saccio per vista». L ha «aggio»; ma il senso mi pare richieda «saccio». Il Valeriani stampa «provista» = «provvista», non avendo compreso il senso, assai facile del resto, di «per vista», che vale «per averli veduti». Il senso è: So, per averli veduti, che crescono molti alberi.
v. 50: «'n frutto». L ha «che 'n frutto», ma il «che» è di troppo.