v. 73: «cavrete». Cosí in L: il Valeriani stampa invece «m'avrete». Il senso qui è chiaro: Ovvero mi caverete dalle mani d'amore, nelle quali mi metteste, tornandomi nel mio primiero stato.

XII
GERONIMO TERRAMAGNINO

Il nome «Geronimo» si ricava dal v. 1 del sonetto di risposta, che in L segue all'unico che ci rimanga di lui: quel sonetto d'anonimo incomincia «Gieronimo, com' credo, voi sapete».

v. 9: «assetto». L ha «essetto», dal Valeriani cambiato in «effetto». Ma non credo che, sebbene Terramagnino fosse poco abile versificatore, si mostrasse però cosí imperito da non sapere trovare una nuova rima e ripetesse proprio la parola «effetto» del v. 3. Intendo: Glorioso di ogni buona provvista («assetto») di dottrina che avete fatta.

DOCTRINA DE CORT

Pubblico questo poemetto dal testo che ne ha dato Paul Meyer nella Romania, an. XIII, pp. 181 e sgg. da un codice madrileno. Lo riproduco con pochissime varianti: ho accettato nel testo alcune delle correzioni che il Meyer ha fatte in nota, perché mi è parso chiaro che gli errori fossero cosí grossolani da doversi attribuire, nella maggior parte dei casi, piú a negligenza di scrittura che ad ignoranza dell'autore. Molti altri errori sarebbe troppo arrischiato correggere, perché possono essere necessari effetti della scarsa conoscenza che Terramagnino aveva della lingua provenzale. Infatti dice il Meyer: «Terramagnino est un grammarien peu intelligent. Il ne comprend pas toujours son modèle et dans aucun cas il ne se montre capable de le perfectionner». Il poemetto dunque ha assai poco valore come trattatello di grammatica e scarsa originalitá, poiché è un rifacimento delle Razos de trobar di Raimondo Vidal. Può avere qualche importanza per gli esempi, che assai spesso dá dei trovatori provenzali, soprattutto perché alcuni di questi poeti non sono noti per altra fonte. «Toute l'originalité de Terramagnino — continua infatti il Meyer — consiste dans le choix des exemples, en général tirés des poésies des troubadours, qu'il allègue pour justifier chacune des règles qu'il emprunte à R. Vidal, même en des cas où les faits sont tellement constants et fréquents qu'il n'est pas besoin de les justifier. Ces exemples ne sont jamais ceux de R. Vidal. Notre auteur semble s'être fait une loi de remplacer toutes les citations de son devancier; on vient de voir qu'il n'a pas toujours été heureux dans ses substitutions. La sèrie des exemples qu'il rapporte révèle des faits qui ne sont pas sans intérêt pour l'histoire de la poésie des troubadours... Terramagnino connaissait des poésies provençales qui ne nous sont pas parvenues, ou qui du moins n'ont pas été signalées jusqu'à ce jour: nous ne devons pas être surpris si, parmi les poésies d'auteurs connus qu'il cite, il s'en trouve que nos chansonniers ne contiennent pas». Dal che si può scorgere come il trattatello grammaticale dell'oscuro rimatore pisano non sia inutile per la storia della letteratura occitanica e della diffusione di questa in Italia. A ogni modo, nonostante i molti errori dell'autore, inesperto della lingua occitanica, la Doctrina de cort ci prova come i nostri piú antichi rimatori avevano conoscenza vasta e diretta della lingua e della letteratura provenzale.

v. 1. Il ms. ha «en lo».

v. 4. Il ms. ha «faut mon acort per els».

v. 10. Il ms. ha «dic» e «mils»: quest'ultimo è certo un errore di scrittura per «nuls»; ma anche questo è errato per «negus». Il ms. ha anche «reprehendre».

v. 16. Il Meyer osserva che qui il verso è assai guasto; ma come correggere?