[22] Il Petrocchi, Novo dizionario, ad v., registra questa forma per l'ant. ital.; ma non dá esempi.
[23] È un difetto, in cui cade il Wiese, ad es., nella recensione citata. Per conto mio, lo iato, spesso dato anche dall'accordo dei cdd., giustifica sicuramente i vv. c. VIII, 2 e 14, IX, 41; dis. 1, 5, 6, 10; ball. I, 33; ecc.; sono da considerare, senz'altro, come bisillabi: «lui» nei son. II, 8 e IV, 8 della tenzone fra il Gonnella, Bonagiunta e Bonodico, «poi» nel son. I, 2 della tenzone fra Bartolomeo e Bonodico, e come trisillabo: «assai» in D. R. c. I, 67; né credo che, a causa della cesura, debbano modificarsi, ad es., c. VIII, 17 e ball. II, 13-4 e 23-4.
[24] La misura del verso esige senza discussione «ciera» in ball. IV, 25.
[25] Cfr. D'Ancona e Comparetti, Le antiche rime volgari, Bologna, 1875, I, p. XX e n. I. A proposito del son. I di Dotto Reali, che non è compreso nel Vat. 3793, cfr. sempre quivi.
[26] Le canz. I e III di Bonagiunta, che sono nel Vat. 3793, non son quivi trascritte; ma per la I, a 284r, a sinistra, nel margine, è notato: «Auegna che partensa. 294. Reale», e per la III, a 129r, sempre nel margine, a sinistra: «Similen.te honor. 124. Reale», con richiami manifesti (294 e 124) al Vat. 3793.
[27] Vedasi su di esso Barbi, Per un sonetto attribuito a Dante e per due codici di rime antiche, in Bull. d. soc. dantesca ital., XVII [1910], p. 255 sgg.
[28] Barbi, Per un sonetto cit., p. 255. Dá anche come di Bonagiunta le due canz. «Donna amorosa» (p. 109 e «La mia amorosa mente» (p. 111), che nel Pal. 418 seguivano adespote alla ball. I dell'Orbicciani.
[29] Il primo verso del son. I si trova pure riferito a p. 739; cosí il primo verso del son. IV è a p. 789.
[30] Cfr. Barbi, Per un sonetto cit., p. 256 sgg.
[31] Solo il v. 8 del son. I: «Che passa or sôma luce e di valore» — altre poche varianti non hanno alcuna importanza — se ne allontana alquanto. Ma dipende certo dal desiderio del trascrittore di dare un senso, suo, al passo tormentatissimo.