BALLATE
I
Non si vantino le proprie virtú. Dio disperda chi male amministra la giustizia.
Molto si fa biasmare
chi loda lo su' afare
e poi torn' al niente.
E molto piú disvia
e cade in gran falenza 5
chi usa pur folia
e non ha canoscenza:
qual om ha piú balía
piú dé' aver soferenza
per piacer a la gente. 10
Molti son che no sanno
ben dir, né operare:
sed han buon prescio un anno,
non è da curuciare;
ché tutto torna a danno. 15
Falso prescio durare
non pora lungamente.
Qual om è laldatore
de lo su' fatto stesse
non ha ben gran valore 20
né ben ferme prodesse;
ma l'uom, ch'è di buon cuore,
tace le su' arditesse
ed ède piú piacente.
Valor no sta celato, 25
né prescio, né prodessa,
né omo inamorato,
né ben grand'alegressa:
come 'l fochio lumato,
quando la fiam'ha messa, 30
si mossa grandemente.
Strugga Dio li noiosi,
falsi iscanoscienti,
che viven odiosi
di que' che son piacenti; 35
dinanzi so' amorosi,
dirieto son pungenti,
com'aspido serpente.
Sieden su per li banchi
facendo lor consiglio: 40
dei driti fanno manchi,
del nero bianco giglio,
e nonde sono istanchi;
und'e' mi meraviglio
come Dio lo consente. 45
Balata, in cortesia,
ad onta de' noiosi,
saluta tuttavia,
conforta li amorosi:
e di' lor ch'ancor fia 50
li lor bon cor gioiosi
seranno tostamente.
II
Varie e tante son le bellezze della donna sua.
Donna, vostre belleze,
ch'avete col bel viso,
m'hanno sí priso — e messo in disianza,
che d'altra amanza — giá non agio cura.
Donna, vostre belleze, 5
ch'avete col bel viso,
mi fan d'amor cantare.
Tante avete adorneze,
gioco, solazo e riso,
che siete fior d'amare. 10
Non si poría trovare
né donna, né donzella
tanto bella — che con voi pareggiasse,
chi lo mondo cercasse — quant'el dura.
Dura 'l meo core ardore 15
d'uno foco amoroso,
che per voi, bella, sento.
Tanto mi dá sprendore
vostro viso gioioso,
che m'adasta il talento. 20
S'eo languisco e tormento
tutto in gio' lo mi conto,
aspettando quel ponto — ch'eo disio
di ciò ch'io — credo in voi, gentil criatura.
Maritate e pulzelle 25
di voi so' 'nnamorate,
pur guardandovi mente.
Gigli e rose novelle
vostro viso aportate
sí smirato e lucente. 30
Ed eo similemente
'nnamorato son di vue
assai piú che non fue — Tristan d'Isolda:
meo cor non solda — se non vostr'altura.