Se il poeta è rimeritato del suo affetto, sará il piú felice tra gli amanti.
S'eo sono innamorato e duro pene
secondo che m'avene — sia meritato.
Se meritato son per bene amare
o per servir l'amore interamente,
infra gli amanti giá non avrò pare 5
d'aver gio' con disio interamente,
ch'eo sono messo tutto in voler fare
ciò che pertene a signor bon servente;
und'eo spero non essere obliato.
Se m'obliaste giá non fôra degno 10
voi, cui tant'amo e cui servo m'apello;
che serviragio voi el cor ve pegno:
partir non pò da voi, tanto gli è bello.
E tanto li agradisce il vostro regno
che mai da voi partire non dé' ello, 15
non fosse da la morte a voi furato.
Gioia aspetto da voi e voi la chiero;
merzé, or non vi piaccia mia finita,
ch'eo fui, sono e sempre d'esser spero
vostro servente tanto ch'avrò vita. 20
E se tardate piú, saciate eo pèro,
tant'ho nel core affanno, pena e vita:
non pò, se no da voi, esser sanato.
IV
L'innamorata arde d'amore e prega l'amante, se ha intenzione di continuare nella sua fierezza, di volerla piuttosto uccidere.
Tal è la fiamma e 'l foco
lá 'nd'eo incendo e coco, — o dolze meo sire,
che ismarrire — mi fate lo core e la mente.
Ismarrire mi fate la mente e lo core,
sí che tutta per voi mi distruggo e disfaccio, 5
cosí come si sface la rosa e lo fiore
quando la sovragiunge fredura né ghiaccio.
Cosí son presa al laccio
per la stranianza nostra imprumera,
come la fèra — amorosa di tutta la gente. 10
Tant'è 'l foco e la fiamma, che 'l meo core abonda,
che non credo che mai si potesse astutare;
e non è nullo membro, che no mi si confonda,
e non vegio per arte ove possa campare,
com' quel che cade al mare, 15
che non ha sostegno né ritenenza
per la 'ncrescenza — de l'onda, che vede frangente.
Se mi sète si fèro com' parete in vista
e noioso secondo la ria dimostranza,
ancidetimi adesso ch'eo vivo più trista 20
che quand'eo fosse morta; tant'ho grande dottanza!
Se la bona speranza,
ch'eo agio di voi mi rinfrangesse,
s'eo m'ancidesse, — serestene poi penetente.
Io non v'oso guardare né 'n viso né 'n ciera 25
né mostrarvi sembianti, come fare solía,
ché mi faite una vista mortale e crudera,
com'eo fosse di voi nemica giudía.
Ed esser non dovria
perch'io ci colpasse; ché la casione 30
de l'ofensione — non fue che montasse niente.
V
Calda e viva esaltazione dell'onore.
Fermamente intenza
. . . . . . . . . [-enza]
. . . . . . . . . [-enza]
. . . . . . . . . [-era]
. . . . . . . . . . 5
. . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . 10
E tutto quanto 'l bene,
per lei si mantiene:
se non donasse pene,
ben fôra gioia intera.
. . . . . . . . . . 15
. . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . 20
. . . non si trova
se non vera prova.
Diversamente giova
in ciascuna manera.
O signori onorati, 25
poderosi e caunoscenti,
non siate adirati
ad esempro di serpenti:
quanto son piú incantati,
allora stan piú proventi 30
a la lor natura.
Con buona ventura
per la vostr'altura
risprende la rivera.
Cosí come nel mondo 35
non ha corpo senza core;
e come non ha fondo
a contar la gioi' d'amore,
cosí nessuno pondo
par né simil è d'aunore 40
a ben conquistare
e perseverare.
Donque chi comprare
la vòl, conven che pèra.
Ché no si pote avere 45
per aver né per tesauro,
senza bono volere,
chi mettesse tutto l'auro.
Chi ben vuole piacere
serva e no aspetti ristauro 50
se non da l'onore,
per lo cui amore
fatt'è servidore
di ciascun che lo 'mpera.
E l'onor li daráe 55
sí compiuto guiderdone,
che si ricorderáe
quando fie di lui menzione,
quelli che piú nd' aráe
piú fie ricco per rasione 60
di quella riccheza,
onde nasce grandeza
e tal gentileza
ch'è diritta e vera.